Un caso di furto di Bitcoin porta alla prima dichiarazione di colpevolezza ai sensi della legge RICO
Malone Lam, cittadino singaporiano di 22 anni residente a Miami, si è dichiarato colpevole davanti a un tribunale federale statunitense di associazione a delinquere ai sensi della legge RICO, in relazione al furto di oltre 4.100 BTC. I procuratori hanno valutato i bitcoin più di 245 milioni di dollari, mentre una stima precedente aveva quantificato la perdita in circa 263 milioni di dollari quando i fondi furono rubati nell'agosto 2024. L'indagine più ampia sul furto di bitcoin riguarda attività svolte tra ottobre 2023 e maggio 2025 e coinvolge almeno 12 presunti coimputati.
Secondo l'accusa, il gruppo avrebbe utilizzato ingegneria sociale, false identità di assistenza tecnica, avvisi di sicurezza, intrusioni in abitazioni e strumenti di accesso remoto per ottenere le credenziali di wallet ed exchange. I bitcoin rubati sono stati trasferiti attraverso exchange, mixer, wallet di passaggio e catene di transazioni di tipo peel chain. I procuratori hanno inoltre collegato i proventi ad auto di lusso, jet privati, articoli firmati e spese nei nightclub, comprese singole fatture fino a 500.000 dollari e spese dichiarate per oltre 569.000 dollari in un locale di Los Angeles.
Diversi imputati si sono dichiarati colpevoli. Evan Tangeman ha ricevuto una condanna a 70 mesi per aver riciclato almeno 3,5 milioni di dollari. Lam è stato arrestato a Miami il 18 settembre 2025 e rischia fino a 20 anni di carcere. Il tribunale ha ordinato un risarcimento di circa 245 milioni di dollari, anche se il recupero potrebbe essere limitato perché gran parte del denaro è stata spesa in beni soggetti a svalutazione ed esperienze di lusso. Un'udienza sullo stato del procedimento è fissata per l'8 dicembre 2026.
Secondo quanto riferito, si tratta del primo procedimento penale statunitense a utilizzare le leggi RICO in una cospirazione legata ai bitcoin. Per i trader di criptovalute, il furto evidenzia i rischi persistenti dell'ingegneria sociale, della compromissione degli account e del riciclaggio di denaro nel settore crypto. È improbabile che modifichi in modo sostanziale i fondamentali di bitcoin, ma ulteriori arresti, recuperi di beni o interventi normativi potrebbero influire temporaneamente sul sentiment relativo alla sicurezza degli asset digitali.
Neutral
È probabile che l’impatto diretto sul prezzo di BTC sia limitato. Il caso riguarda il furto e il riciclaggio di Bitcoin, non una vulnerabilità della rete Bitcoin, del suo meccanismo di consenso o del funzionamento di un importante exchange. La dichiarazione di colpevolezza potrebbe generare un sentiment negativo nel breve termine, mettendo in evidenza i rischi per la sicurezza dei wallet e il trasferimento di monete rubate attraverso exchange e mixer. I trader potrebbero inoltre monitorare l’attività sulla blockchain per individuare sequestri o trasferimenti di asset, con possibili episodi di volatilità temporanea qualora venissero recuperate o vendute grandi quantità.
Nel lungo periodo, il procedimento potrebbe sostenere controlli più rigorosi sulla custodia, verifiche dell’identità e un’applicazione più incisiva delle norme antiriciclaggio. Tali misure potrebbero rafforzare la fiducia istituzionale negli asset digitali, sebbene possano anche aumentare i costi di conformità. Le reazioni storiche ai singoli casi di criminalità legata alle criptovalute tendono normalmente ad attenuarsi, salvo che l’evento comporti una grande liquidazione forzata, il fallimento di un exchange o una violazione sistemica della sicurezza. Poiché nessuna di queste condizioni risulta accertata, l’impatto atteso sul prezzo di BTC è neutrale.