MiCA definisce le regole per le stablecoin nel settore bancario

Secondo un rapporto di Tiger Research, le banche europee che si sono preparate per tempo al regolamento dell’UE sui mercati delle cripto-attività (MiCA) sono in una posizione migliore per conquistare attività legate alle stablecoin. Il rapporto avverte che le banche che attendono la definizione delle norme locali potrebbero perdere terreno rispetto ai concorrenti che hanno già scelto i propri modelli di business, valutato i costi e individuato i partner. MiCA fornisce un quadro normativo di riferimento per i token di moneta elettronica (EMT) denominati in euro. Le banche possono emettere token direttamente, avvalersi di una controllata autorizzata come istituto di moneta elettronica oppure offrire servizi come la custodia e i trasferimenti senza emettere una propria stablecoin. Ogni opzione comporta requisiti diversi in materia di capitale, conformità normativa e operatività. Ai sensi di MiCA, i titolari di EMT hanno il diritto di riscattare i token al valore nominale. Gli emittenti devono rendere note le condizioni di rimborso e i rischi, nonché predisporre piani di risanamento e di liquidazione ordinata. Gli emittenti che sono istituti di moneta elettronica devono mantenere almeno il 30% dei fondi in depositi bancari segregati e la parte restante in attività a basso rischio ammesse. Per i token designati come significativi, l’obbligo relativo ai depositi sale al 60%, mentre gli emittenti di moneta elettronica devono detenere fondi propri pari ad almeno il 3% delle attività di riserva medie. Il rapporto individua USDC come l’unico EMT, tra i 45 attualmente segnalati alle autorità di vigilanza dell’UE, che soddisfa i criteri di significatività. Tiger Research consiglia alle banche di valutare la redditività, i clienti target e le partnership prima dell’entrata in vigore della normativa. Una preparazione tempestiva potrebbe aiutarle a conquistare attività nei pagamenti aziendali e nei trasferimenti transfrontalieri, mentre chi entra più tardi rischia di perdere quote di mercato. Il rapporto delinea una strategia normativa e commerciale, non il lancio di un nuovo token.
Neutral
Il rapporto descrive come le banche possano prepararsi alla regolamentazione delle stablecoin; non annuncia un nuovo token, una modifica delle norme MiCA né un’immediata espansione dell’emissione. Il suo effetto diretto sui prezzi delle criptovalute e sulle contrattazioni a breve termine è quindi probabilmente limitato. USDC viene citata come conforme ai criteri di rilevanza dell’UE, ma l’articolo non fornisce nuove informazioni sulle sue riserve, sulla sua offerta o sulla domanda di mercato che possano, da sole, indicare un movimento dei prezzi. Nel breve termine, i trader potrebbero seguire gli sviluppi normativi e gli eventuali annunci successivi da parte di banche o reti di pagamento. Notizie di questo tipo possono influenzare il sentiment sulle stablecoin regolamentate e sulle relative infrastrutture di pagamento, ma l’articolo è un’analisi strategica, non una decisione politica in grado di muovere il mercato. Inoltre, non indica cambiamenti diretti alla liquidità o alla stabilità del mercato. Nel lungo termine, requisiti MiCA più chiari potrebbero favorire la partecipazione istituzionale, definendo standard comuni per l’emissione, le riserve, il rimborso e l’informativa. Ciò potrebbe ampliare l’uso delle stablecoin nei pagamenti aziendali e nei trasferimenti transfrontalieri, con potenziali benefici per gli emittenti regolamentati e i fornitori di servizi. Tuttavia, i costi di conformità, i vincoli sulle riserve e la possibilità di requisiti più rigorosi per i token significativi potrebbero ridurre i margini o rallentare la crescita. L’effetto complessivo è misto e graduale, quindi la classificazione neutrale è la più appropriata.