Le elezioni di metà mandato potrebbero rallentare la CLARITY Act e le regole sulle criptovalute

Le elezioni di metà mandato statunitensi della prossima settimana potrebbero determinare il futuro del CLARITY Act, un disegno di legge volto a stabilire norme federali per bitcoin e altri asset digitali. Jaret Seiberg, analista di TD Cowen, afferma che gli esiti più probabili potrebbero lasciare il provvedimento bloccato per i prossimi due anni. I mercati predittivi citati nel rapporto assegnano ai democratici il 90% di probabilità di conquistare la Camera e il 62% di ottenere la maggioranza al Senato. TD Cowen ritiene che una vittoria democratica in entrambe le camere sarebbe l’esito meno favorevole per la politica sulle criptovalute. Un Congresso diviso, con i repubblicani ancora al controllo del Senato, potrebbe offrire una strada migliore per i negoziati. Una vittoria repubblicana in entrambe le camere sarebbe l’esito migliore per il settore, ma è considerata improbabile; una maggioranza più ampia al Senato potrebbe migliorare le prospettive del disegno di legge nel 2027 o nel 2028. La Camera ha approvato la propria versione del CLARITY Act nel luglio 2025, mentre la Commissione bancaria del Senato ha approvato la sua nel maggio 2026. Tuttavia, il 15 settembre una votazione procedurale per chiudere il dibattito al Senato è fallita con 49 voti favorevoli e 50 contrari. Restano irrisolte le dispute sulle disposizioni etiche e sui rendimenti delle stablecoin. L’articolo afferma che i titoli legati a bitcoin sono scesi dopo che il Senato ha bloccato il disegno di legge. Per i trader, le elezioni rappresentano una fonte di incertezza normativa, non un chiaro segnale a breve termine per il prezzo di bitcoin.
Neutral
Le prospettive elettorali delineano scenari politici contrastanti, quindi l’articolo non indica una direzione chiara e immediata per il mercato delle criptovalute nel suo complesso. Una vittoria dei Democratici in entrambe le camere potrebbe ridurre le probabilità di approvazione del CLARITY Act, mentre una vittoria dei Repubblicani o un Congresso diviso potrebbero favorire le prospettive di negoziazione. Il mancato chiarimento sul disegno di legge potrebbe pesare sul sentiment verso le aziende crypto che dipendono da norme statunitensi più chiare, ma il rapporto non individua un impatto diretto a breve termine sul prezzo del bitcoin. L’articolo osserva che i titoli azionari legati al bitcoin sono scesi dopo il fallimento, il 15 settembre, di un voto procedurale di chiusura del dibattito al Senato. Questa reazione mostra come le battute d’arresto legislative possano mettere sotto pressione i titoli collegati al settore crypto, ma non dimostra che il bitcoin reagirà allo stesso modo. Nel breve termine, i trader potrebbero reagire ai sondaggi elettorali, ai risultati e ai cambiamenti nelle aspettative legislative; è più probabile che la volatilità si manifesti nei titoli crypto e nei token sensibili alle politiche pubbliche. Nel lungo periodo, l’approvazione o il continuo rinvio del CLARITY Act potrebbe incidere sugli investimenti, sul lancio di prodotti e sulla fiducia nel quadro normativo. La direzione del mercato del bitcoin continuerà comunque a dipendere da fattori più ampi, come la liquidità, la propensione al rischio e le condizioni macroeconomiche.