Secondo quanto riferito, Moonshot AI e DeepSeek hanno utilizzato i risultati di GPT-6 Astra

Secondo quanto riportato, Moonshot AI e DeepSeek avrebbero utilizzato le risposte di GPT-6 Astra di OpenAI per addestrare nuovi modelli lanciati a ottobre. DeepSeek ha presentato il suo modello open-weight V4.1-Flash-1017 il 17 ottobre, mentre Moonshot ha rilasciato Kimi K3.1 Pro il 23 ottobre. Kimi K3.1 Pro conta circa 2,8 trilioni di parametri e ha ottenuto 55 punti nell’Artificial Analysis Intelligence Index, classificandosi al quarto posto assoluto. Ha inoltre superato GPT-6 Astra in alcuni benchmark di programmazione agentica. Le notizie sull’uso delle risposte di GPT-6 Astra hanno riacceso il dibattito sulla distillazione dei modelli, una tecnica che addestra un sistema di IA utilizzando le risposte di un altro modello. Queste affermazioni potrebbero attirare l’attenzione degli investitori. Secondo quanto riportato, Moonshot è valutata circa 50 miliardi di dollari in vista di una possibile quotazione a Hong Kong, mentre i dubbi sui dati di addestramento potrebbero mettere alla prova anche la fiducia nel modello a basso costo di DeepSeek. Non risulta che OpenAI abbia formulato pubblicamente accuse. La notizia riguarda il settore dell’IA e non rappresenta un catalizzatore diretto per il mercato delle criptovalute.
Neutral
Il rapporto non ha un legame diretto con una criptovaluta, un token, un protocollo blockchain o una politica del mercato cripto, quindi è probabile che il suo impatto immediato sulle contrattazioni sia neutro. Potrebbe stimolare il dibattito sulla concorrenza nell’IA, sull’uso dei dati e sulla tenuta delle valutazioni dei produttori di modelli, ma questi temi, da soli, non modificano i fondamentali né la liquidità delle criptovalute. Nel breve termine, i trader potrebbero osservare ricadute limitate sui titoli legati all’IA o sul sentiment generale verso il settore tecnologico, qualora le accuse attirassero l’attenzione o OpenAI rispondesse. Qualsiasi effetto sui prezzi delle criptovalute sarebbe probabilmente indiretto e dipenderebbe dalla propensione generale al rischio, dalle aspettative sui tassi d’interesse e dall’andamento di asset importanti come Bitcoin ed Ether. L’articolo non presenta alcun catalizzatore specifico che giustifichi un’operazione direzionale. Nel lungo termine, il controllo delle pratiche di addestramento potrebbe incidere sugli investimenti nelle aziende di IA e influenzare il sentiment nel settore tecnologico. I mercati cripto potrebbero reagire in modo secondario se tale sentiment contribuisse a movimenti più ampi di propensione o avversione al rischio, come accaduto durante importanti episodi di rivalutazione del settore tecnologico. In assenza di un intervento normativo rilevante o di uno shock di mercato più ampio, è improbabile che il rapporto, da solo, influisca sulla stabilità del mercato cripto. I trader dovrebbero seguire eventuali dichiarazioni confermate di OpenAI e i successivi cambiamenti degli indicatori generali di rischio, anziché considerare le accuse un segnale diretto per il mercato cripto.