Morgan Stanley taglia a 120 dollari il target price di Coinbase
Morgan Stanley ha declassato Coinbase (COIN) da «equal weight» a «underweight» il 2 novembre 2026 e ha ridotto il prezzo obiettivo da 258 a 120 dollari. Il nuovo obiettivo è inferiore al prezzo di chiusura di Coinbase del 30 ottobre, pari a 143,54 dollari.
L’analista Michael Cyprys ha citato l’indebolimento dell’attività di trading e prospettive poco incoraggianti per una ripresa degli utili. Morgan Stanley ha ridotto le stime dei ricavi per il 2027 e il 2028 rispettivamente del 28% e del 18%, e ha tagliato le previsioni sull’EBITDA rettificato del 47% e del 25%. Ora prevede un EBITDA normalizzato di 2,4 miliardi di dollari nel 2028, il 14% in meno rispetto ai livelli del 2025. La banca ha inoltre abbassato il multiplo di valutazione da 20 a 12 volte l’EBITDA.
La revisione al ribasso segue risultati deludenti nel terzo trimestre e altri recenti tagli dei prezzi obiettivo. Volumi più bassi nel trading di criptovalute potrebbero penalizzare i ricavi da transazioni di Coinbase, aumentando la pressione sul titolo e sul sentiment degli investitori nei confronti degli exchange di criptovalute.
Bearish
Il declassamento è un segnale ribassista per le azioni Coinbase perché Morgan Stanley ha ridotto sia le previsioni sugli utili sia il multiplo di valutazione applicato alla società. Il target di 120 dollari è circa il 16% al di sotto del prezzo di chiusura del 30 ottobre, mentre le revisioni al ribasso delle previsioni indicano il timore che la debole attività di trading possa protrarsi. La riduzione dei volumi di negoziazione è importante perché i ricavi da transazioni rappresentano una parte significativa dell’attività di Coinbase.
Nel breve termine, il cambio di giudizio potrebbe aumentare la pressione di vendita su COIN e rafforzare la cautela dopo i risultati deludenti del terzo trimestre e i recenti tagli di altri target price. I trader potrebbero inoltre monitorare i prezzi delle criptovalute, i volumi degli exchange e le successive revisioni degli analisti per avere conferme. Da solo, il declassamento non determina una nuova direzione per il mercato delle criptovalute nel suo complesso; il suo effetto diretto è più concentrato su Coinbase e sul sentiment nei confronti degli exchange quotati in borsa.
Nel lungo termine, le prospettive dipendono dalla ripresa dell’attività di trading e degli utili e dalla capacità di Coinbase di aumentare i ricavi derivanti da prodotti che vadano oltre il trading. Il multiplo EBITDA più basso indicato dalla banca segnala una minore fiducia nella valutazione del titolo, ma si tratta di una previsione di un analista, non di una garanzia sui risultati futuri. Le precedenti vendite di azioni degli exchange durante periodi di scarsa attività nel mercato delle criptovalute hanno dimostrato che i prezzi possono restare sotto pressione se i volumi e gli utili non si riprendono. Al contrario, una ripresa duratura dei mercati delle criptovalute e dei risultati di Coinbase potrebbe mettere in discussione le prospettive ribassiste.