La Russia lancerà il trading regolamentato di criptovalute il 1° dicembre

La Russia prevede di avviare il trading regolamentato di criptovalute il 1° dicembre, dopo un programma pilota che ha coinvolto operatori professionali del mercato. La Borsa di Mosca afferma che la sua licenza attuale copre il servizio e che, inizialmente, i clienti potranno negoziare Bitcoin (BTC), Ethereum (ETH) e Tether (USDT) tramite book degli ordini e swap. Anche Sberbank prevede di offrire ai clienti acquisti e vendite di criptovalute, nonché depositi e prelievi. Il quadro normativo è entrato in vigore il 1° settembre e da allora la Banca centrale russa ha registrato più di 20 organizzazioni come exchange o custodi. Gli investitori non professionali saranno soggetti a limiti, mentre i rigidi requisiti di licenza hanno messo in difficoltà le società più piccole e spinto alcune piattaforme straniere a lasciare il mercato. Il Ministero delle Finanze russo stima che circa 20 milioni di persone detengano oltre 44 miliardi di dollari in criptovalute, con transazioni giornaliere vicine ai 50 miliardi di rubli. Sberbank prevede che il mercato nazionale delle criptovalute raggiunga almeno 4.000 miliardi di rubli nel primo anno, ma stima che solo circa il 20% degli scambi avverrà sugli exchange. Il trading regolamentato potrebbe ampliare l’accesso al mercato interno, anche se i controlli rigorosi e i legami con entità sanzionate potrebbero limitare l’accesso internazionale e la liquidità.
Neutral
Il lancio potrebbe rappresentare un segnale moderatamente positivo per BTC, ETH e USDT, aggiungendo canali di negoziazione nazionali regolamentati e migliorando l’accesso per i clienti russi. Tuttavia, la notizia non modifica i fondamentali degli asset né la domanda e l’offerta globali, e i limiti per gli investitori potrebbero contenere l’effetto sull’attività di negoziazione. La previsione di Sberbank di un mercato di grandi dimensioni include inoltre l’aspettativa che la maggior parte dell’attività continui a svolgersi al di fuori degli exchange. Nel breve termine, i trader potrebbero reagire al lancio e alla prospettiva di una maggiore partecipazione locale, ma è improbabile che l’avvio, da solo, generi una pressione duratura sui prezzi di queste criptovalute. Nel lungo termine, un’infrastruttura nazionale più chiara potrebbe favorire l’adozione e l’attività di negoziazione. Requisiti di licenza rigorosi, accesso internazionale limitato, vincoli legati alle sanzioni e liquidità incerta potrebbero compensare tale vantaggio. L’impatto complessivo sui prezzi delle criptovalute citate è quindi neutrale.