La revisione di MSCI mette a rischio la presenza delle società di tesoreria cripto negli indici
Le regole sugli indici proposte da MSCI potrebbero mettere a rischio di esclusione dai suoi indici globali dei mercati investibili cinque società, tra cui Strategy e Metaplanet, focalizzate su Bitcoin, e Upexi, focalizzata su Solana. Il quadro di valutazione va oltre le partecipazioni in asset digitali e prende in esame attività operative, spese, flussi di cassa, variazioni del fair value e dipendenza da finanziamenti esterni. Le società che non superano il test sulle attività operative potrebbero essere escluse se soddisfano almeno quattro dei cinque criteri aggiuntivi.
MSCI ha inoltre posto sotto osservazione 17 società, 11 delle quali legate alle criptovalute; queste non hanno raggiunto la soglia di esclusione. La decisione definitiva sulle cinque potenziali esclusioni è attesa per l’11 novembre, mentre eventuali modifiche entreranno in vigore dopo la chiusura dei mercati del 30 novembre. L’esclusione da un indice potrebbe indurre i fondi che replicano i benchmark a vendere le azioni interessate. In precedenza, JPMorgan aveva stimato che Strategy potrebbe subire deflussi per circa 2,8 miliardi di dollari in caso di esclusione, cifra che potrebbe salire a 8,8 miliardi se altri importanti fornitori di indici seguissero l’esempio.
Strategy sostiene che le sue attività legate a Bitcoin costituiscano un’attività operativa. Il quadro di MSCI non esclude automaticamente le società che detengono criptovalute né impone loro di vendere i token, ma un minore sostegno da parte degli investimenti passivi potrebbe pesare sulle valutazioni azionarie delle società che detengono cripto in tesoreria e sulla loro capacità di raccogliere capitali per acquistare criptovalute.
Neutral
L'annuncio riguarda principalmente l'idoneità delle azioni societarie a essere incluse negli indici MSCI, non gli asset crypto sottostanti. Non richiede a Strategy, Metaplanet o Upexi di vendere Bitcoin o Solana, quindi non comporta uno shock diretto e immediato dell'offerta di BTC o SOL. Nel breve termine, i trader potrebbero reagire alle notizie su potenziali vendite di azioni legate agli indici, ma tale pressione colpirebbe le azioni delle società, senza determinare direttamente i prezzi dei token. Nel lungo termine, un minore sostegno da parte degli indici potrebbe rendere più difficile il finanziamento per alcune società con riserve di criptovalute e incidere indirettamente sulla loro capacità di acquistarle. Questo meccanismo è incerto e non indica un impatto direzionale chiaro su BTC o SOL, a sostegno di una classificazione neutrale.