Nasdaq respinge l’esenzione della SEC per le azioni tokenizzate
Nasdaq terrà le proprie azioni fuori dalle piattaforme di terzi per la negoziazione di titoli tokenizzati che operano in virtù dell’Exemption for Innovation della Securities and Exchange Commission (SEC) statunitense e seguirà invece un modello di tokenizzazione controllato dagli emittenti. L’esenzione, della durata di cinque anni e avviata il 17 settembre 2026, consente alle piattaforme idonee di negoziare azioni statunitensi tokenizzate, nel rispetto di limiti sui volumi e obblighi di informativa.
Nasdaq ha espresso preoccupazione per la visualizzazione del miglior prezzo, la segnalazione delle transazioni e la frammentazione della liquidità, sostenendo che questi problemi potrebbero indebolire la formazione dei prezzi e il sistema dei mercati nazionali. La sua posizione arriva mentre aumentano le obiezioni alla proposta piattaforma di negoziazione tokenizzata 24 ore su 24, 7 giorni su 7 di OKXICE. Il progetto congiunto di OKX e Intercontinental Exchange punta a offrire token collegati a 63 importanti società quotate negli Stati Uniti. Gli emittenti hanno 30 giorni per opporsi a una quotazione; in assenza di obiezioni, il silenzio vale come consenso.
Le obiezioni sono passate da nove il 15 ottobre a 22 entro il 23 ottobre. Tra le società che si sono opposte figurano Microsoft, Alphabet, Broadcom e Verizon. Le loro preoccupazioni riguardano la formazione dei prezzi, la liquidità e la volatilità, oltre alle comunicazioni con gli azionisti. L’elenco definitivo delle azioni disponibili su OKXICE dipenderà da eventuali ulteriori obiezioni degli emittenti.
Neutral
La notizia è neutrale per il mercato delle criptovalute nel suo complesso. La decisione di Nasdaq e il numero crescente di obiezioni introducono incertezza normativa e operativa per una delle piattaforme proposte per la negoziazione di azioni tokenizzate, ma l’articolo non segnala cambiamenti nell’accesso al mercato delle criptovalute in generale, reazioni dei prezzi dei token o perturbazioni immediate a livello di mercato.
Nel breve periodo, i trader potrebbero concentrarsi sulla procedura di opposizione di 30 giorni per gli emittenti e sull’elenco definitivo delle azioni che OKXICE potrà offrire. Un maggior numero di obiezioni potrebbe ridurre la gamma potenziale della piattaforma e frenare le aspettative di una rapida crescita delle azioni tokenizzate. Al contrario, un elenco chiaro e la continua approvazione delle piattaforme idonee potrebbero sostenere l’interesse per l’accesso on-chain agli asset tradizionali. È opportuno monitorare gli annunci delle piattaforme, le comunicazioni normative, la liquidità e gli spread dei token esistenti collegati ad azioni; i prezzi quotati dei token non equivalgono necessariamente a prezzi delle azioni ai quali sia possibile eseguire operazioni.
Nel lungo periodo, la controversia mette in luce una questione centrale per i titoli tokenizzati: se l’emissione e la negoziazione debbano rimanere sotto il controllo degli emittenti oppure essere estese a piattaforme di terzi. Le preoccupazioni di Nasdaq in merito alla visualizzazione del miglior prezzo, agli obblighi di segnalazione e alla frammentazione della liquidità richiamano dibattiti più ampi sulla struttura del mercato che in passato hanno accompagnato la nascita di nuove sedi di negoziazione. Se le autorità di regolamentazione o le piattaforme risolveranno questi problemi, le azioni tokenizzate potrebbero acquisire credibilità e attirare attività. Se le obiezioni degli emittenti e gli ostacoli legati alla conformità continueranno ad accumularsi, l’adozione potrebbe essere più lenta e la liquidità potrebbe rimanere suddivisa tra diverse piattaforme. Si tratta di possibili scenari, non di effetti confermati di questo annuncio.