NEAR Intents recupera 3,8 milioni di dollari dopo lo sfruttamento di un contratto

NEAR Intents ha recuperato tutti i 3,8 milioni di dollari sottratti in un exploit entro 36 ore dalla scoperta dell’incidente. Un difetto nel suo smart contract consentiva di rimborsare i depositi non riusciti e, allo stesso tempo, di accreditarli nel registro interno del protocollo, creando saldi fittizi in 23 transazioni. L’attaccante ha prelevato asset reali tra il 29 settembre e il 1º ottobre, trasferendoli tramite l’infrastruttura cross-chain di Omni. NEAR Intents ha dichiarato che la vulnerabilità si trovava nel proprio contratto, non in Omni. Il team ha rimosso la funzione di notifica dei depositi interessata, aggiunto il monitoraggio dei saldi e meccanismi di sospensione automatica, e rimborsato gli utenti colpiti. Ha inoltre pagato una ricompensa di 300.000 dollari a un ricercatore che il 7 ottobre aveva segnalato un’altra vulnerabilità critica nella stessa funzionalità. NEAR Intents afferma che il sistema è tornato alla normalità.
Neutral
L’incidente solleva preoccupazioni a breve termine sulla sicurezza degli smart contract e potrebbe pesare sul sentiment nei confronti di NEAR e dei progetti correlati. Tuttavia, i fondi rubati sono stati recuperati, gli utenti interessati sono stati rimborsati e NEAR Intents ha rimosso la funzionalità vulnerabile e aggiunto strumenti di monitoraggio e controlli per la sospensione automatica. Queste misure limitano l’impatto finanziario immediato e riducono parte del rischio ancora presente. I trader potrebbero continuare a monitorare eventuali ulteriori comunicazioni, nuovi exploit o segnali di interruzione, ma le informazioni disponibili non dimostrano un effetto diretto e duraturo sul prezzo del token NEAR. È quindi probabile che l’impatto sul prezzo sia neutrale, con un possibile miglioramento del sentiment se le modifiche alla sicurezza si dimostreranno efficaci.