NEAR Intents recupera 3,8 milioni di dollari dopo un exploit
NEAR Intents ha recuperato l’intero importo di 3,8 milioni di dollari rubato in un exploit avvenuto il 1° ottobre, meno di 16 ore dopo che il direttore generale Alex Shevchenko aveva dato all’attaccante 48 ore per restituire i fondi. Il recupero ha posto fine all’indagine, anche se il team non ha ancora pubblicato un rapporto dettagliato sull’incidente.
I dati della blockchain mostrano che circa 34,59 BTC, del valore di circa 2,95 milioni di dollari all’epoca, sono stati inviati a un indirizzo Bitcoin ufficiale. Solo piccole somme sono arrivate agli indirizzi BNB ed Ethereum comunicati, mentre l’indirizzo Solana ha ricevuto quasi nulla. Shevchenko ha dichiarato che i fondi rimanenti potrebbero essere stati restituiti attraverso un altro canale.
Secondo quanto riferito, l’exploit ha coinvolto una vulnerabilità nell’infrastruttura di deposito e prelievo di Omni e nei suoi smart contract. Le perdite sono state limitate agli USDT su BNB Chain. La mainnet di NEAR e il token NEAR non sono stati interessati e la vulnerabilità è stata corretta entro un’ora dalla scoperta. NEAR Intents ha affermato che il suo livello di monitoraggio SHIELD AI e un’indagine interna hanno contribuito a identificare l’attaccante. La piattaforma invita i ricercatori a utilizzare il suo programma di bug bounty, che offre fino a 300.000 dollari per vulnerabilità critiche negli smart contract e 100.000 dollari per vulnerabilità nei bridge cross-chain.
Neutral
È probabile che l’impatto diretto sul prezzo di NEAR sia neutrale, perché l’exploit non ha interessato la mainnet di NEAR né il token NEAR, e secondo quanto riferito i fondi rubati erano limitati a USDT sulla BNB Chain. Il recupero completo riduce le preoccupazioni immediate relative alla solvibilità e al contagio, il che potrebbe sostenere la fiducia nelle applicazioni legate a NEAR, ma non costituisce un catalizzatore fondamentale chiaro per un apprezzamento del prezzo di NEAR.
Nel breve termine, i trader potrebbero monitorare i movimenti dei wallet, l’identità dell’attaccante e qualsiasi ulteriore informazione tecnica. L’instradamento insolito dei fondi recuperati e l’assenza di un rapporto dettagliato sull’incidente potrebbero mantenere vive le preoccupazioni sulla sicurezza e causare una volatilità temporanea negli asset legati a NEAR. Nel lungo termine, un’analisi post-incidente trasparente, controlli cross-chain più solidi e un’efficace attività di bug bounty potrebbero migliorare la fiducia nella piattaforma. Al contrario, prove di debolezze infrastrutturali più profonde potrebbero riaccendere la pressione di vendita. Nel complesso, il recupero compensa gran parte del sentiment negativo, lasciando neutrale l’impatto previsto sul prezzo di NEAR.