Paesi Bassi rivedranno la tassa del 36% nel Box 3 sulle plusvalenze non realizzate di criptovalute e azioni
Il ministro delle Finanze olandese Eelco Heinen ha detto che la recente riforma del Box 3 —che tasserebbe l’incremento non realizzato e realizzato di risparmi, azioni, obbligazioni e asset digitali con un’aliquota nominale del 36% a partire dal 1° gennaio 2028— sarà rivista dopo le obiezioni di parlamentari e investitori. La legge sull’Effettivo Rendimento nel Box 3 calcola una tassa annuale sulle variazioni di valore degli asset (comprese le plusvalenze “cartolari”). Esenta la maggior parte degli immobili e le quote di startup (tassate al realizzo) e continua a tassare annualmente affitti e dividendi. I critici hanno avvertito che la misura potrebbe costringere a vendite forzate di asset, danneggiare la liquidità e provocare deflussi di capitale, inclusi detentori di criptovalute che lasciano i Paesi Bassi. Il Parlamento ha ridotto la finestra di revisione da cinque a tre anni e ha indicato un possibile spostamento verso la tassazione solo delle plusvalenze realizzate entro il Giorno del Bilancio 2028. Heinen ha avviato consultazioni con Camera e Senato e ha detto che la legge “deve essere modificata”; c’è tempo prima dell’entrata in vigore nel 2028 per affrontare le preoccupazioni. Il cambiamento segue una sentenza della Corte Suprema del 2021 che ha annullato il precedente metodo del Box 3 basato su rendimenti ipotetici. I trader di criptovalute dovrebbero notare il rischio politico: una legge finale che tassasse annualmente le plusvalenze non realizzate sulle crypto aumenterebbe i costi di detenzione, intensificherebbe la pressione di vendita e ridurrebbe la liquidità on‑chain, mentre uno spostamento verso la tassazione al realizzo sarebbe meno dirompente per i comportamenti di trading.
Bearish
La proposta di tassare annualmente i guadagni non realizzati in crypto al 36% aumenta il costo effettivo di detenere asset crypto e crea un incentivo diretto a realizzare i guadagni o a trasferire gli asset, il che probabilmente genererà ulteriore pressione di vendita e ridurrà la liquidità on‑chain. Nel breve termine, i mercati potrebbero reagire negativamente al rischio politico e all'incertezza, poiché i trader riequilibrano o escono preventivamente dalle posizioni domiciliate nei Paesi Bassi. Anche se la legge viene rivista, il dibattito da solo aumenta il premio per il rischio regolamentare dell'esposizione crypto legata ai Paesi Bassi. Nel medio-lungo periodo, se il governo dovesse tassare solo i guadagni realizzati, l'impatto negativo sul prezzo sarebbe minore perché la tassazione segue le vendite invece di creare passività ricorrenti su guadagni “cartolari”. Al contrario, se un disegno di legge rivisto dovesse ancora tassare l'apprezzamento non realizzato (anche se attenuato), l'aumento permanente dei costi di detenzione probabilmente deprimerebbe le valutazioni e i volumi di scambio. La precedenza storica mostra che minacce credibili di tasse più alte o di realizzi forzati tendono a essere ribassiste per i prezzi degli asset e la liquidità; da qui la classificazione come ribassista per la criptovaluta menzionata.