La NFL chiede alla Corte Suprema di esaminare i mercati predittivi di Kalshi
La NFL ha appoggiato la richiesta del New Jersey affinché la Corte Suprema degli Stati Uniti esamini se gli Stati possano regolamentare i contratti sportivi sui mercati di previsione come Kalshi. La lega sostiene che tali contratti non siano swap ai sensi del Dodd-Frank Act e che, pertanto, non debbano rientrare esclusivamente nella competenza della Commodity Futures Trading Commission (CFTC). Afferma che le norme statali sono importanti per tutelare i consumatori e preservare l’integrità delle competizioni.
Il caso segue una sentenza di aprile della Third Circuit a favore di Kalshi, mentre la Sixth e la Ninth Circuit sono giunte a conclusioni opposte. La Corte Suprema non ha ancora comunicato se esaminerà il caso. Kalshi deve presentare la propria risposta entro il 9 novembre 2026. La NFL afferma che 1,8 miliardi dei 3,3 miliardi di dollari scambiati sui mercati di previsione durante la prima domenica della stagione 2026 riguardavano partite NFL. Ha espresso preoccupazione per i limiti di età, le informazioni sensibili, gli infortuni, l’arbitraggio e i mercati che i partecipanti potrebbero manipolare. Kalshi afferma di collaborare con le leghe e con partner specializzati in integrità sportiva e che la vigilanza federale può affrontare tali rischi. Anche l’ex presidente della CFTC Gary Gensler e l’ex senatore Chris Dodd si sono opposti al trasferimento della vigilanza sulle scommesse sportive fuori dalla competenza degli Stati.
La controversia potrebbe incidere sull’accesso ai mercati di previsione e sulle norme nei diversi Stati americani, ma il ricorso non introduce di per sé nuove restrizioni. Una decisione della Corte Suprema potrebbe chiarire il confine tra la vigilanza federale sui derivati e le leggi statali sul gioco d’azzardo. Non ha effetti diretti sui prezzi delle criptovalute né sulle regole che ne disciplinano gli scambi.
Neutral
La controversia riguarda i mercati di previsione sportiva e la ripartizione delle competenze tra gli Stati degli USA e la CFTC, non le criptovalute né una normativa specifica in materia. Pertanto, non offre un chiaro catalizzatore diretto per i prezzi delle criptovalute. Nel breve termine, i trader potrebbero non avere motivi per modificare le proprie posizioni in criptovalute in seguito a questo deposito; eventuali reazioni più ampie dipenderebbero probabilmente dal sentiment generale sui mercati, piuttosto che dal caso in sé. Nel lungo termine, una sentenza potrebbe influire sulla regolamentazione dei prodotti finanziari basati su eventi, ma il suo effetto sulle criptovalute resterebbe indiretto, a meno che le autorità di regolamentazione o i legislatori non estendano cambiamenti analoghi ai mercati degli asset digitali. È probabile che le tendenze dei prezzi delle criptovalute, i volumi di scambio, la liquidità e le condizioni macroeconomiche generali abbiano un peso molto maggiore.