Gli attacchi hacker nordcoreani alle criptovalute causano l’89% delle perdite del 2026

Secondo Chainalysis, fino al 29 ottobre i furti di criptovalute attribuiti agli hacker nordcoreani hanno rappresentato quasi l’89% delle perdite segnalate per attacchi informatici alle criptovalute nel 2026, rispetto al 15% del 2021. La società afferma che le perdite medie per attacco sospettato di essere nordcoreano sono passate da 50,65 milioni di dollari nel 2021 a circa 186 milioni nel 2026. Tra il 2021 e il 29 ottobre 2026, le perdite segnalate per furti di criptovalute hanno raggiunto i 22,34 miliardi di dollari, di cui 13,24 miliardi attribuiti ad attacchi sospettati di essere nordcoreani, circa il 59% del totale. Le cifre del 2026 sono state determinate da un numero ristretto di incidenti di grande entità. L’articolo cita una perdita stimata tra 6,3 e 6,4 miliardi di dollari in un attacco a Binance del 29 ottobre e una perdita segnalata di 387 milioni di dollari causata da un exploit di Bitget a settembre; entrambi gli episodi sono stati collegati al gruppo TraderTraitor. Tra i metodi segnalati figurano l’ingegneria sociale e il riciclaggio di fondi attraverso diverse blockchain. Separatamente, TRM Labs stima che le attività collegate alla Corea del Nord abbiano rappresentato circa l’85% delle perdite da attacchi informatici del 2026 e valuta i furti complessivi dal 2017 in 12,8–13,5 miliardi di dollari. Sebbene le stime differiscano in base alla metodologia e al periodo considerato, entrambe le società indicano gli attacchi nordcoreani alle criptovalute come una delle principali minacce alla sicurezza.
Bearish
I rapporti non identificano una specifica criptovaluta come obiettivo diretto, quindi l’effetto sul prezzo di un singolo token è incerto. Tuttavia, la portata e la concentrazione degli attacchi hacker segnalati potrebbero pesare sul sentiment del mercato cripto nel breve termine: i trader potrebbero ridurre la propria esposizione, chiedere un premio per il rischio di sicurezza più elevato o reagire alle preoccupazioni sulle misure di protezione degli exchange e sui possibili flussi di fondi. Le perdite ingenti possono anche aumentare la volatilità se gli utenti o le piattaforme colpiti devono vendere asset per coprirle. Nel lungo termine, questi dati potrebbero rafforzare la domanda di sistemi di custodia più solidi, maggiore sicurezza degli exchange e controlli normativi. È probabile che qualsiasi pressione più ampia sui prezzi dipenda dai dettagli confermati degli incidenti, dall’eventuale impatto delle perdite sulla solvibilità degli exchange o sui prelievi dei clienti e dal verificarsi di ulteriori attacchi; le stime, da sole, non dimostrano che i fondamentali di un determinato token siano cambiati.