New York chiede una sentenza da 1,37 miliardi di dollari nel caso crypto di NovaTech
La procuratrice generale dello Stato di New York, Letitia James, chiede a un tribunale di ordinare ai fondatori di NovaTech, Cynthia ed Eddy Petion, di pagare circa 1,37 miliardi di dollari per un presunto schema di investimento in criptovalute. La richiesta comprende circa 1,13 miliardi di dollari di restituzione dei profitti e 232,5 milioni di interessi anteriori alla sentenza; il tribunale non ha ancora deciso l’importo. Nell’agosto 2025 è stata emessa una sentenza contumaciale contro i fondatori, dopo che non avevano risposto, ma il deposito più recente non costituisce una nuova condanna penale e non garantisce che i fondi possano essere recuperati.
Secondo lo Stato di New York, NovaTech prometteva rendimenti settimanali dal 2% al 4%. I registri dei processori di pagamento citati dallo Stato indicano che tra agosto 2019 e maggio 2023 sono confluiti in NovaTech circa 1,16 miliardi di dollari, mentre solo 26 milioni sono stati destinati a una piattaforma di trading, dove i trader avrebbero perso 18,2 milioni. Lo Stato afferma inoltre che Cynthia Petion ha autorizzato prelievi per almeno 134,5 milioni di dollari verso wallet intestati alla coppia e che i due non hanno fornito i registri degli investitori né una rendicontazione finanziaria. Secondo quanto riferito, oltre 11.000 residenti di New York hanno investito in NovaTech e nella precedente iniziativa dei fondatori, AWS Mining, che, secondo le autorità, ha fatto leva su incentivi basati su rendimenti elevati e sul reclutamento per rivolgersi alle comunità haitiane e ad altre comunità di immigrati.
Separatamente, quattro promotori hanno accettato di pagare complessivamente quasi 6 milioni di dollari e sono stati interdetti in via permanente dai settori dei titoli, delle materie prime e delle criptovalute. Gli accordi sono distinti dalla richiesta contro i fondatori e ammontano a meno dello 0,5% della somma richiesta in giudizio; lo Stato non ha confermato che il denaro sia arrivato agli investitori né ha spiegato come intenda riscuotere la somma più elevata. Per chi fa trading di criptovalute, il caso evidenzia i continui rischi legati alle azioni di vigilanza e alla tutela degli investitori, ma non riguarda direttamente una specifica criptovaluta negoziata. Il prossimo passaggio decisivo sarà la decisione del tribunale sul risarcimento pecuniario e su eventuali tentativi di recupero dei fondi.
Neutral
Le accuse e il risarcimento richiesto potrebbero aumentare il livello di attenzione nei confronti degli schemi di investimento in criptovalute e pesare sul sentiment verso il settore nel suo complesso. Tuttavia, il caso riguarda le presunte attività di NovaTech e non individua una specifica criptovaluta il cui prezzo ne risenta direttamente. È quindi improbabile che le negoziazioni a breve termine dei principali cripto-asset subiscano effetti significativi, anche se le notizie potrebbero provocare reazioni temporanee, dettate dal sentiment, nei titoli azionari legati alle criptovalute o nei token minori associati a schemi simili. Nel lungo periodo, un’applicazione più rigorosa delle norme e maggiori tutele per gli investitori potrebbero rafforzare la fiducia nel mercato, mentre il protrarsi dei casi di frode potrebbe accentuare la percezione del rischio normativo. Il tribunale non ha ancora stabilito l’importo richiesto e il recupero è incerto; pertanto, la notizia non offre un chiaro segnale sulla direzione del prezzo di una particolare moneta.