Si ampliano gli spread di credito delle infrastrutture IA nel settore tecnologico
Il rischio di credito legato alle infrastrutture per l’IA è aumentato mentre gli investitori rivalutano il debito necessario per costruire i centri dati. All’inizio di ottobre 2026, lo spread dei credit default swap (CDS) a cinque anni di Broadcom ha raggiunto il record di 136 punti base, mentre quello di Oracle è arrivato a 261 punti base. Lo spread di Nvidia si attestava tra 80 e 87 punti base: elevato, ma inferiore a quelli di Oracle e Broadcom. Dopo una revisione al ribasso del rating da parte di S&P, le azioni Oracle avevano perso circa il 35% da inizio anno.
Entro il 15 ottobre, le preoccupazioni si erano accentuate. Lo spread dei CDS a cinque anni di CoreWeave è salito oltre i 1.000 punti base e le sue obbligazioni con scadenza nel 2032 scambiavano a circa 77 centesimi per dollaro. Lo spread dei CDS di Oracle è salito al record di 288 punti base, mentre quello di SoftBank ha raggiunto 424. Spread dei CDS più ampi indicano che gli investitori chiedono un compenso maggiore per assumersi il rischio di credito; non sono misure dirette della probabilità di insolvenza.
La pressione riflette il forte ricorso al debito per finanziare i centri dati per l’IA e l’incertezza sul fatto che i ricavi futuri riescano a coprire i costi iniziali. CoreWeave ha dichiarato di avere un portafoglio di ricavi futuri contrattualizzati pari a 104 miliardi di dollari, ma questo non garantisce flussi di cassa immediati. Anche le emissioni di debito legate all’IA hanno rallentato, passando da 113 miliardi di dollari a giugno a 23 miliardi a settembre. Reuters ha riferito che i CDS di Amazon, Alphabet, Meta e Nvidia hanno raggiunto spread record, pur restando inferiori a quello di Oracle. Per i trader, l’aumento del rischio di credito delle infrastrutture per l’IA è un segnale d’allarme per il debito societario e le azioni collegate. Costi di finanziamento più elevati potrebbero inoltre limitare la spesa per i centri dati e pesare indirettamente sulla domanda di chip, anche se quest’ultima rimane forte.
Neutral
I rapporti riguardano il rischio di credito delle aziende tecnologiche e di infrastrutture per l’IA, non le prospettive di prezzo di una specifica criptovaluta. Non forniscono quindi una base diretta per una valutazione rialzista o ribassista su alcun criptoasset, per cui l’impatto sui prezzi delle criptovalute è neutrale. Nel breve termine, costi di finanziamento più elevati e una maggiore avversione al rischio potrebbero indurre alcuni trader a ridurre l’esposizione agli asset rischiosi, comprese le criptovalute, ma si tratterebbe di una ricaduta indiretta, non di uno sviluppo specifico del settore cripto. Nel lungo periodo, l’effetto sulle criptovalute dipenderebbe dal fatto che condizioni di finanziamento più restrittive si estendano ai mercati più ampi, incidano sulla liquidità o indeboliscano la propensione degli investitori. Le variazioni dei CDS sono segnali di allarme sul credito societario e, da sole, non dimostrano che un’azienda sia andata in default né che i prezzi delle criptovalute debbano muoversi in una direzione specifica.