Le azioni Nvidia scendono mentre i timori sulla spesa per l’IA colpiscono i produttori di chip
Venerdì le azioni di Nvidia sono scese di quasi il 5%, poiché le preoccupazioni degli investitori sui costi e sui rendimenti delle infrastrutture per l’IA hanno innescato un’ondata di vendite tra i produttori di chip. AMD ha perso circa il 10%, mentre Intel è crollata di circa il 29% dopo aver presentato previsioni deludenti. Il Nasdaq Composite ha perso oltre il 2%.
Il calo si è verificato nonostante i solidi risultati di Nvidia. L’azienda ha registrato ricavi per 96,2 miliardi di dollari nel secondo trimestre dell’anno fiscale, in aumento del 106% su base annua, mentre i ricavi dei data center sono cresciuti del 117%, raggiungendo gli 89 miliardi di dollari. L’utile netto è aumentato del 126%, arrivando a circa 59,7 miliardi di dollari. Nvidia ha previsto ricavi per circa 108 miliardi di dollari nel terzo trimestre fiscale, con una variazione possibile del 2% in più o in meno.
Gli investitori si stanno concentrando sempre più sulla capacità degli investimenti nell’IA di generare rendimenti adeguati. Il flusso di cassa libero di Amazon negli ultimi 12 mesi è passato da un valore positivo di 14,8 miliardi di dollari a uno negativo di 42,4 miliardi, nonostante la crescita del 39% dei ricavi di AWS. Alphabet ha riportato spese in conto capitale trimestrali pari a 51,4 miliardi di dollari e un flusso di cassa libero negativo di circa 9,1 miliardi. Questi dati hanno intensificato l’attenzione sui costi dell’espansione delle infrastrutture per l’IA.
Per le azioni Nvidia, i prossimi risultati e le previsioni saranno prove importanti della domanda e della fiducia degli investitori. Tassi d’interesse più elevati e progetti infrastrutturali finanziati con debito aggiungono rischi, anche se la domanda proveniente da startup, governi e utenti industriali potrebbe ampliare la base clienti di Nvidia.
Bearish
L’articolo segnala una minore propensione al rischio: Nvidia, AMD e Intel hanno perso terreno insieme a un calo di oltre il 2% del Nasdaq, mentre gli investitori si interrogavano sui rendimenti dei cospicui investimenti nelle infrastrutture per l’IA. Ciò può incidere indirettamente sui mercati delle criptovalute, poiché gli asset digitali spesso reagiscono ai cambiamenti del sentiment verso i titoli tecnologici, delle aspettative di liquidità e della propensione generale al rischio. Nel breve termine, i trader potrebbero ridurre l’esposizione agli asset volatili e i prezzi delle criptovalute potrebbero subire un’ulteriore pressione se le vendite si estendessero o le preoccupazioni sui tassi d’interesse si intensificassero. Episodi simili di avversione al rischio guidata dal settore tecnologico sono talvolta coincisi con ribassi di Bitcoin e delle altcoin, anche se il rapporto non è automatico.
Il segnale non è un catalizzatore specifico per le criptovalute e l’articolo non fornisce prove di cambiamenti nella domanda di criptoasset o nella regolamentazione. La crescita dei ricavi di Nvidia del 106% e le solide vendite nel settore dei data center mostrano inoltre che la domanda di IA rimane robusta. Nel lungo termine, il proseguimento degli investimenti nell’IA potrebbe favorire l’adozione di applicazioni blockchain ad alta intensità di calcolo, mentre i dubbi persistenti sui rendimenti della spesa o sull’espansione finanziata a debito potrebbero mantenere fragile il sentiment di rischio. Nel complesso, la notizia è negativa per il sentiment di mercato nel breve periodo, ma il suo effetto sulle criptovalute è probabilmente indiretto e dipende dalle condizioni macroeconomiche e di mercato più ampie.