L'OCC propone regole per le stablecoin GENIUS che potrebbero vietare i pagamenti di rendimento da terzi
L'Ufficio del Controllore della Moneta (OCC) ha pubblicato un avviso di proposta di regolamentazione di 376 pagine ai sensi del GENIUS Act che dettaglia come sarebbero supervisionati gli emittenti di stablecoin di pagamento. La bozza copre custodia, riserve, liquidità, controlli, audit ed esami di vigilanza, e chiarisce quali emittenti rientrano nella vigilanza dell'OCC (sussidiarie di banche nazionali, emittenti qualificati a livello federale e statale e alcuni emittenti esteri). La disposizione più sensibile per il mercato riguarda il rendimento: agli emittenti di stablecoin di pagamento autorizzati sarebbe vietato pagare interessi o rendimento “unicamente in connessione con il possesso, l'uso o la detenzione” di una stablecoin di pagamento. L'OCC creerebbe anche una presunzione contestabile secondo cui gli accordi in cui un emittente paga un affiliato o una terza parte che poi paga i detentori costituiscono interessi vietati. La proposta elenca relazioni comuni con terze parti (fornitori white‑label, affiliati, partner di servizio) e segnala che i pagamenti instradati attraverso affiliati o partner —soprattutto quando l'emittente possiede il 25% o più del pagatore— sono probabili candidate a essere trattate come rendimento proibito. L'applicazione di AML, BSA e OFAC sarà gestita separatamente dal Tesoro. I partecipanti al mercato prevedono che aziende come Coinbase, Circle, PayPal e Paxos potrebbero dover rivedere accordi commerciali e strutture di prodotto per evitare la classificazione come pagamenti di interessi. Gli osservatori sono divisi: alcuni ritengono che il linguaggio dell'OCC sia coerente con il GENIUS, altri lo considerano un'eccessiva estensione regolamentare che potrebbe frenare l'innovazione di prodotto. La proposta è aperta a commenti pubblici e potrebbe essere modificata —in particolare se il Congresso promuove prima una legislazione concorrente sulla struttura di mercato o sul rendimento. Per i trader: la norma introduce incertezza regolamentare per le stablecoin di pagamento e per qualsiasi prodotto che trasferisca rendimento tramite terze parti; ciò potrebbe costringere a cambiamenti dei modelli di business, influire sulle offerte di prodotti stablecoin e aumentare temporaneamente la volatilità del mercato per i token interessati mentre i partecipanti al mercato e i legislatori negoziano il trattamento finale.
Neutral
La proposta aumenta il rischio e l'incertezza regolamentare per le stablecoin di pagamento potenzialmente vietando il rendimento pagato dall'emittente e presumendo che i pagamenti instradati da terzi siano proibiti. Nel breve termine, ciò è probabile che crei volatilità per le stablecoin interessate e per le società che offrono rendimento tramite partner o affiliate, man mano che i mercati ricalcolano il rischio regolamentare e le imprese rivedono i contratti. Tuttavia, la norma è una proposta aperta a commenti e potrebbe essere modificata —soprattutto se il Congresso approva prima una legislazione concorrente sulla struttura di mercato— il che limita la probabilità di uno shock di mercato immediato e permanente. L'impatto a lungo termine dipende dalla norma finale e da qualsiasi risposta legislativa: se la norma finale vieta severamente il rendimento di terzi, le aziende dovranno rielaborare i prodotti e alcune offerte di rendimento potrebbero scomparire (ribassista per quei token specifici); se la norma viene attenuata o il Congresso interviene, il mercato potrebbe stabilizzarsi (neutrale o lievemente rialzista). In generale, poiché la proposta mira alla struttura regolamentare piuttosto che a un divieto assoluto di particolari token, l'aspettativa equilibrata per i prezzi dei token è neutra finché persiste l'incertezza.