La crescita dell’IA di Oracle e il portafoglio ordini sostengono la raccomandazione di acquisto

Oracle mantiene una raccomandazione Buy, poiché la forte domanda di IA e servizi cloud sostiene le prospettive di crescita. I ricavi del primo trimestre sono aumentati del 30% su base annua e quelli dell’infrastruttura cloud sono cresciuti del 121%. La società ha reso disponibili 850 megawatt di capacità per l’IA, raggiungendo l’85% del suo obiettivo, con un utilizzo del 97,9%; i rinnovi sono stati prezzati con un premio del 20%. Gli obblighi di prestazione residui hanno raggiunto i 664 miliardi di dollari, mentre il portafoglio contrattualizzato copre circa il 93% delle previsioni di ricavi per l’esercizio 2027. Si prevede che circa 86 miliardi di dollari saranno incassati entro 12 mesi, e i pagamenti anticipati dei clienti finanziano circa il 40% delle spese in conto capitale. La valutazione più recente aggiunge che la leva finanziaria di Oracle è elevata, con un rapporto debito/patrimonio netto pari a 3,51, ma descrive la liquidità come solida e il rischio di default come basso. Il suo EV/EBITDA prospettico è inferiore del 29,6% rispetto alla media degli ultimi cinque anni. L’esecuzione resta il rischio principale: i ritardi nelle autorizzazioni per il progetto Jupiter, nel Nuovo Messico, potrebbero rallentarne lo sviluppo, anche se al momento non si prevede che incidano sulle previsioni per l’esercizio 2027. Per gli operatori, la questione fondamentale è se Oracle riuscirà a trasformare il suo ampio portafoglio ordini in ricavi nei tempi previsti; secondo i rapporti, le preoccupazioni sul prezzo delle azioni dipendono soprattutto dalle tempistiche, non da un indebolimento della domanda di IA.
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