Orionx chiude dopo un ammanco di 7 milioni di dollari nella custodia di criptovalute
L’exchange di criptovalute cileno Orionx chiuderà definitivamente dopo che un audit forense ha rilevato che, tra il 2018 e il 2021, oltre 7 milioni di dollari in asset dei clienti erano stati trasferiti dai portafogli di custodia controllati dalla società a indirizzi esterni. Orionx ha sospeso i prelievi e avviato un processo di riconciliazione e restituzione in cinque fasi. Il rimborso integrale non è garantito e si prevede che gli asset rimanenti vengano distribuiti proporzionalmente, anziché in base all’ordine dei prelievi.
Una successiva riconciliazione ha stimato una carenza di 6,07 milioni di dollari nelle principali criptovalute. Il deficit comprendeva circa 3,93 milioni di dollari in Bitcoin, 2,29 milioni in Ether, 762.017 dollari in XRP e circa 201 dollari in asset Polygon. Altri asset sono ancora in fase di verifica. Orionx ha dichiarato che i clienti potrebbero recuperare i fondi attraverso il piano di restituzione, il congelamento degli asset e possibili azioni giudiziarie, ma le prospettive di recupero restano incerte.
Orionx ha presentato una denuncia penale contro l’ex amministratore delegato Roberto Zibert e l’ex direttore tecnologico Joaquín Díaz. La denuncia sostiene che asset controllati dalla società siano stati trasferiti a conti esterni, tra cui 187 ETH, oltre 4,14 milioni di USDT e 200.000 USDC inviati da un cold wallet di Orionx a un conto Binance. Entrambi gli ex dirigenti negano qualsiasi illecito e affermano che la causa della carenza non è ancora chiara.
Orionx è stata fondata in Cile nel 2017 e si è espansa in Perù, Colombia e Messico. Tether ha guidato il suo round di finanziamento di Serie A nel giugno 2025. L’exchange non è sottoposto alla supervisione della Commissione cilena per il mercato finanziario, che il 19 giugno 2026 ha respinto la richiesta di registrazione di Orionx ai sensi della Legge Fintech. La chiusura di Orionx evidenzia il rischio di controparte degli exchange, i problemi di custodia e il rischio legato ai prelievi. I trader potrebbero preferire piattaforme regolamentate e l’autocustodia, aumentando la cautela verso l’infrastruttura crypto dell’America Latina.
Bearish
La chiusura di Orionx è principalmente un problema specifico dell’exchange, non un cambiamento diretto nei fondamentali di Bitcoin, Ether, XRP o Polygon. Tuttavia, la sospensione dei prelievi e il deficit stimato di 6,07 milioni di dollari potrebbero creare pressione di vendita nel breve periodo se i clienti interessati liquidassero i propri asset o se i trader riducessero l’esposizione alle piattaforme custodial. Le notizie relative a fondi mancanti, presunti trasferimenti interni e una debole supervisione normativa possono inoltre aumentare le preoccupazioni sul rischio di controparte e indebolire temporaneamente la fiducia nel mercato delle criptovalute nel suo complesso.
È probabile che l’effetto diretto sui prezzi rimanga limitato, poiché Orionx è un exchange relativamente piccolo e le perdite sono modeste rispetto alla capitalizzazione complessiva del mercato e ai volumi giornalieri di scambio degli asset interessati. Nel lungo periodo, il caso potrebbe favorire una maggiore domanda di exchange regolamentati, sistemi di proof of reserves e autocustodia, anziché ridurre materialmente il valore delle criptovalute sottostanti. Nel complesso, il rischio immediato per il sentiment è ribassista, mentre l’impatto duraturo sul mercato dovrebbe rimanere contenuto, a meno che non emergano ulteriori insolvenze o prove di un contagio più ampio.