PEARL deve affrontare gravi rischi legati all’inflazione, alla domanda e alla sicurezza

Il ricercatore di Blockworks Jake Koch-Gallup sostiene che la rapida ascesa di PEARL non sia supportata da fondamentali solidi, nonostante il suo innovativo modello di Proof of Useful Work (PoUW), che utilizza calcoli di IA per contribuire alla sicurezza della rete. Individua quattro rischi principali per chi investe in PEARL: la crescita annua dell’offerta di token, pari a circa l’85%, potrebbe generare forti pressioni di vendita; i clienti che utilizzano l’IA pagano in dollari statunitensi, quindi l’aumento della domanda di calcolo potrebbe non tradursi in una domanda diretta di PEARL; l’ampia disponibilità di GPU per data center a noleggio potrebbe rendere la rete vulnerabile ad attacchi del 51%; infine, il forte calo del prezzo di Zcash nei suoi primi anni, durante una fase di rapida crescita dell’offerta, costituisce un monito. L’articolo stima che ogni giorno vengano distribuiti nuovi PEARL minati per un valore di circa 2,2 milioni di dollari, a fronte di un volume medio giornaliero di scambi di circa 8,5 milioni. Aggiunge che il valore di mercato del token è cresciuto di circa otto volte rispetto al minimo di agosto e che Coinbase ha inserito PEARL nella propria roadmap di quotazione il 19 ottobre. I sostenitori del token citano il limite massimo di 2,1 miliardi di PEARL, la possibilità per i miner di GPU di ottenere ricavi da due fonti e un team con credenziali accademiche e professionali nel settore tecnologico. L’analisi conclude tuttavia che l’elevata inflazione e la limitata domanda legata al token potrebbero pesare sul prezzo di PEARL, anche se l’entusiasmo del mercato dovesse proseguire nel breve periodo.
Bearish
L’articolo è ribassista per PEARL perché mette in evidenza una potenziale pressione di vendita considerevole e si chiede se l’attività di IA nel mondo reale generi una domanda duratura per il token. La stima citata, secondo cui le nuove emissioni giornaliere valgono circa 2,2 milioni di dollari — pari a circa il 30% del volume medio giornaliero di scambi dichiarato — suggerisce che le vendite dei miner potrebbero assorbire una quota significativa della liquidità di mercato. L’autore sostiene inoltre che i clienti pagano i servizi di IA in dollari: di conseguenza, un aumento dell’utilizzo potrebbe favorire i fornitori di servizi senza generare una domanda d’acquisto equivalente per PEARL. Le preoccupazioni relative alla capacità GPU disponibile a noleggio aggiungono un ulteriore rischio per la sicurezza della rete. Nel breve periodo, il forte slancio della narrativa, i rialzi di prezzo riportati dal progetto e la menzione nella roadmap di quotazione di Coinbase potrebbero continuare ad attirare acquirenti speculativi e ad aumentare la volatilità. I trader potrebbero monitorare i volumi di scambio, le quotazioni sugli exchange, le vendite dei miner e le variazioni dell’offerta circolante per capire se la domanda tiene il passo con le emissioni. Nel lungo periodo, un’inflazione persistentemente elevata in assenza di una chiara domanda denominata in token potrebbe mettere sotto pressione i prezzi e indebolire la fiducia nella tesi del premio monetario di PEARL. L’articolo paragona questi rischi ai primi anni di Zcash, quando il prezzo crollò durante una fase di rapida crescita dell’offerta, e agli attacchi subiti da reti proof-of-work più piccole che si affidavano a hardware ampiamente disponibile. Sono parallelismi che invitano alla cautela, non prove che PEARL seguirà lo stesso percorso; gli esiti effettivi dipenderanno dall’adozione, dall’economia del token, dalla sicurezza della rete e dalle condizioni di mercato.