Il token PI crolla oltre il 95% tra forti sblocchi e scarsa liquidità
Il token nativo di PI Network, PI, è crollato di oltre il 95% rispetto al picco di febbraio 2025 di 2,99 USD dopo essere stato lanciato sugli exchange da meno di un anno. I dati di CoinGecko mostrano un calo del 40% nell'ultimo mese, con PI che ha toccato 0,1338 USD prima di un piccolo rimbalzo a circa 0,145 USD. Gli analisti indicano come principali fattori della pressione di vendita i ripetuti grandi sbloccaggi di token, la scarsa liquidità on‑chain e nei libri d'ordine e il capitale esterno minimo. I commenti grafici basati su machine‑learning (Google Gemini, ChatGPT) delineano scenari ribassisti: caso base verso 0,10 USD, caso peggiore capitolazione nella fascia 0,06–0,08 USD e un esito a bassa probabilità da “coin zombie” sotto 0,05 USD, dove un alto numero di detentori coesiste con volumi di scambio quasi nulli. Gli osservatori tecnici indicano 0,16 USD come livello settimanale chiave; il mancato recupero potrebbe esporre liquidità più profonda tra 0,05–0,06 USD. I trader dovrebbero monitorare i programmi di sblocco dei token, la liquidità on‑chain e la profondità del book; usare controlli di rischio più stretti (posizioni più piccole, ingressi scaglionati, stop rigidi) dato l'elevato rischio ribassista e i bassi flussi istituzionali. Il calo mette in evidenza le debolezze nella tokenomics e l'importanza di pool di liquidità più profondi e dello sviluppo dell'ecosistema per la resilienza del prezzo.
Bearish
La copertura combinata indica una pressione al ribasso sostenuta su PI dovuta a shock di offerta quantificabili (sblocchi di token), liquidità on‑chain e del libro ordini molto scarsa e supporto istituzionale quasi inesistente. A breve termine, aspettarsi volatilità continua e test al ribasso: il rischio tecnico è concentrato attorno al livello settimanale di $0,16 — il mancato recupero probabilmente porta a una liquidità più profonda tra $0,05–$0,06, amplificando stop‑run e vendite forzate. A medio‑lungo termine, in assenza di cambiamenti significativi (programmi di sblocco più lenti, pool di liquidità più profondi, reale crescita dell’ecosistema), il token affronta un rischio persistente di deprezzamento e la possibilità di volumi estremamente bassi (stato di “zombie coin”). Per i trader ciò si traduce in maggiore rischio di esecuzione, spread più ampi e maggiore slippage; dimensionamento delle posizioni, stop stretti e monitoraggio accurato degli sblocchi e dei flussi on‑chain sono essenziali. In generale, le prospettive per PI sono ribassiste fino a prova di domanda sostenibile e miglioramento della liquidità.