Lo stallo della regolamentazione delle criptovalute in Polonia lascia 2.000 aziende in un limbo
La regolamentazione delle criptovalute in Polonia resta bloccata dopo che il Sejm non è riuscito a superare il terzo veto del presidente Karol Nawrocki a un disegno di legge sugli asset digitali. Il voto è terminato 241-198, con tre astensioni, al di sotto dei 266 voti necessari per una maggioranza dei tre quinti.
Il quadro normativo polacco proposto per le criptovalute avrebbe conferito all’Autorità polacca di vigilanza finanziaria (KNF) il potere di autorizzare exchange, custodi, consulenti e altri fornitori di servizi per cripto-attività. Includeva inoltre norme di tutela dei consumatori, trasparenza e applicazione della legge allineate al MiCA. Nawrocki ha affermato che le commissioni regolamentari, i costi di conformità e gli ampi poteri della KNF potrebbero spingere le imprese più piccole all’estero.
Dopo la fine del periodo transitorio del MiCA, il 1° luglio 2026, circa 2.000 imprese polacche di criptovalute erano ancora prive di un percorso nazionale per ottenere una licenza. Molte stanno cercando l’autorizzazione in Lituania, Lettonia o Germania e potrebbero utilizzare il passaporto MiCA per servire i clienti polacchi. Alcune imprese potrebbero chiudere, con conseguenze sull’occupazione, sulle entrate fiscali e sugli investimenti nel settore fintech, mentre le licenze transfrontaliere potrebbero limitare le interruzioni immediate dell’accesso al trading.
La disputa coincide con l’ampliamento dell’indagine su Zondacrypto. L’ex exchange BitBay ha sospeso i prelievi nell’aprile 2026. Le autorità hanno incriminato cinque sospettati; le perdite riportate superano i 350 milioni di zloty e l’esposizione potenziale arriva fino a 2,4 miliardi di zloty. La sua società operativa estone è stata dichiarata fallita ad agosto.
I trader dovrebbero monitorare un possibile quarto disegno di legge, una potenziale procedura d’infrazione della Commissione europea e la riunione dei creditori del 17 settembre. Lo stallo sulla regolamentazione polacca delle criptovalute aumenta i rischi di conformità e di tutela dei consumatori, ma è improbabile che crei un catalizzatore diretto per i prezzi delle principali criptovalute.
Neutral
La notizia non presenta alcun catalizzatore diretto per il prezzo di una criptovaluta specifica, pertanto l’impatto atteso sul mercato è neutrale. Nel breve termine, i trader potrebbero reagire alla maggiore incertezza normativa riducendo l’esposizione alle aziende crypto polacche, agli exchange e ai token correlati, qualora fossero coinvolti. La liquidità potrebbe inoltre spostarsi verso piattaforme autorizzate in Germania, Lituania o Lettonia.
L’indagine su Zondacrypto potrebbe indebolire temporaneamente la fiducia nel mercato crypto polacco e aumentare la domanda di piattaforme regolamentate. Tuttavia, il regime di passaporto previsto dal MiCA dovrebbe preservare l’accesso per molti clienti, limitando il rischio di un’interruzione generalizzata degli scambi. Nel lungo periodo, un regime nazionale di licenze della KNF potrebbe migliorare la credibilità del mercato e la tutela dei consumatori se i legislatori approvassero un disegno di legge rivisto. Al contrario, un’impasse prolungata, la chiusura di imprese e una possibile procedura d’infrazione dell’UE potrebbero ridurre gli investimenti e la liquidità locali. Questi effetti riguardano più la struttura del mercato e l’adozione regionale che il prezzo sottostante delle principali criptovalute.