La Polonia boccia di nuovo il disegno di legge cripto allineato a MiCA, lasciando i CASP senza via per la licenza nazionale

Il presidente della Polonia, Karol Nawrocki, ha posto il veto su un secondo disegno di legge parlamentare (Progetto 2064) volto ad allineare la normativa polacca al regolamento UE sui Mercati degli Asset Crypto (MiCA). Ha affermato che la bozza somigliava molto a un precedente disegno (1424) che aveva respinto nel dicembre 2025, e ha ribadito obiezioni riguardo a errori fondamentali e misure eccessivamente restrittive. La legislazione avrebbe nominato l'Autorità di Vigilanza Finanziaria Polacca (KNF) come autorità nazionale competente (NCA) e introdotto regole di licenza, conformità e responsabilità penale per i fornitori di servizi di crypto-asset (CASP). I critici sostengono che le regole aumenterebbero i costi di conformità e soffocherebbero l'innovazione. Con il veto, la Polonia rimane l'unico Stato membro dell'UE a non aver ancora adottato una normativa nazionale conforme a MiCA prima della scadenza di transizione dell'UE del 1 luglio 2026. Le società estere in possesso di licenze MiCA possono comunque operare in Polonia, ma i CASP polacchi non hanno una via domestica per ottenere una licenza riconosciuta da MiCA e non possono 'passportare' servizi in tutta l'UE. Ciò crea svantaggi competitivi, aumenta il rischio di trasferimento in giurisdizioni pronte per MiCA (es. Lituania, Estonia, Lettonia) e minaccia le entrate fiscali. Gli scontri politici tra il presidente e la coalizione di governo hanno finora impedito un compromesso nonostante i molteplici tentativi di disegni di legge (1424, 2050, 2064). Per i trader: aspettatevi maggiore incertezza normativa per le imprese crypto legate alla Polonia, possibile volatilità a breve termine per asset con esposizione significativa alla Polonia e un rischio a più lungo termine di frammentazione del mercato o migrazione di talenti e imprese verso altri Stati UE se l'impasse persiste. Parole chiave: MiCA, regolamentazione crypto Polonia, KNF, licenze CASP, incertezza normativa.
Bearish
Il veto aumenta l'incertezza normativa per i fornitori polacchi di servizi su cripto-attività (CASP) eliminando una via nazionale per ottenere licenze conformi a MiCA e il passporting UE. Effetti a breve termine: volatilità elevata per token e piattaforme con esposizione significativa alla Polonia, poiché i trader prezzano i rischi operativi e di trasferimento. Effetti a medio termine: possibile migrazione di aziende e talenti verso altri Stati UE pronti per MiCA (es. Lituania, Estonia, Lettonia), con perdita di quota di mercato per le piattaforme con sede in Polonia e riduzione della liquidità locale. Questa dinamica è negativa per le prospettive di crescita e le valutazioni delle società cripto focalizzate sulla Polonia e per qualsiasi token strettamente legato a tali piattaforme. Pur permettendo alle società straniere autorizzate MiCA di continuare a operare in Polonia (attenuando un impatto estremamente negativo sull'accesso al mercato dell'UE nel suo complesso), lo svantaggio competitivo per le CASP nazionali e l'incertezza amministrativa imminente rendono l'effetto netto di mercato ribassista per gli asset più esposti all'ecosistema polacco.