Le società quotate raddoppiano la loro quota dei ricavi del settore blockchain

Nel 2026 le società quotate hanno rappresentato il 16% dei ricavi della blockchain, rispetto al 7% del 2022, secondo un rapporto della società di investimento in criptovalute 1kx. L’aumento si è verificato nonostante si preveda che i ricavi complessivi del settore blockchain calino del 28% su base annua, attestandosi a circa 100 miliardi di dollari. 1kx ha analizzato oltre 2.600 protocolli e i rendiconti sugli utili di 104 società quotate. Secondo il rapporto, nuove quotazioni, tra cui quella di Circle, e la crescita dei ricavi delle aziende già affermate hanno contribuito ad accrescere la quota delle società quotate. Le 10 aziende più grandi incluse nello studio hanno raddoppiato in tre anni i ricavi legati alla blockchain. Coinbase e Circle hanno generato insieme circa 3,3 miliardi di dollari nella prima metà del 2026; le società quotate attive nel mining di Bitcoin hanno incassato circa 2 miliardi. Il rapporto ha inoltre rilevato che nel terzo trimestre i ricavi derivanti da attività economiche più ampie, tra cui asset tokenizzati, pagamenti e mercati di previsione, hanno superato quelli dell’infrastruttura blockchain. Nel complesso, l’attività istituzionale e quella economica più ampia hanno rappresentato il 33% dei ricavi di quel trimestre. I risultati indicano un uso crescente della blockchain da parte delle aziende e nell’economia reale, anche se i ricavi restano concentrati in un piccolo gruppo di società.
Neutral
Il rapporto presenta una prospettiva strutturalmente positiva per l’adozione della blockchain: la quota dei ricavi blockchain riconducibile alle società quotate è più che raddoppiata dal 2022, mentre crescono i ricavi derivanti da asset tokenizzati, pagamenti e altre attività economiche. Queste tendenze possono sostenere la fiducia a lungo termine nell’uso della blockchain nel mondo reale e favorire i progetti legati alle infrastrutture e alla tokenizzazione, se la crescita si tradurrà in una domanda duratura. Tuttavia, si tratta di un rapporto sui ricavi del settore, non di un catalizzatore diretto per uno specifico token. La previsione secondo cui i ricavi complessivi della blockchain diminuiranno del 28% nel 2026 è un elemento contrario, e i ricavi sono concentrati in un numero ristretto di aziende. Questa concentrazione può limitare la portata con cui i dati si traducono in guadagni nei mercati delle criptovalute. Rapporti analoghi sull’adozione istituzionale e sulla crescita degli asset del mondo reale hanno generalmente influenzato il sentiment di lungo periodo più che i prezzi nell’immediato; è più probabile che il trading a breve termine risenta delle condizioni macroeconomiche, della liquidità, della regolamentazione e degli sviluppi specifici dei singoli token. Il segnale complessivo per il mercato è quindi neutrale, con un’impostazione cautamente costruttiva nel lungo periodo.