Ripple Prime alle prese con timori sulla liquidità per il trading 24/7

HSBC ha avvertito che la scarsa liquidità potrebbe limitare l’adozione istituzionale del nuovo servizio di derivati 24/7 di Ripple Prime. Lanciato il 15 ottobre, il servizio offre swap perpetui legati a oltre 100 mercati tradizionali, tra cui azioni, ETF, metalli, energia e valute estere. I contratti fanno riferimento ai futures perpetui quotati da Trade.xyz su Hyperliquid e non conferiscono la proprietà degli asset sottostanti. Daragh Maher, responsabile della ricerca sugli asset digitali di HSBC, ha definito il lancio «evolutivo, non rivoluzionario», osservando che i mercati potrebbero non avere ancora profondità sufficiente per grandi posizioni istituzionali. Una liquidità ridotta può ampliare gli spread e far sì che le operazioni di grandi dimensioni incidano sui prezzi. HSBC prevede che, in una fase iniziale, l’attività proverrà soprattutto da market maker, società di trading proprietario e hedge fund interessati all’arbitraggio, più che da istituzioni alla ricerca di coperture sostanziali a lungo termine. Una brusca ondata di liquidazioni ha evidenziato i rischi: il 17 ottobre, in dieci minuti sono state liquidate posizioni con leva per circa 51,6 milioni di dollari legate ad azioni e fondi del settore dei semiconduttori, compresi circa 38 milioni in posizioni long, mentre le borse statunitensi erano chiuse. Ripple Prime accetta RLUSD come garanzia per i clienti idonei, ma gli swap non richiedono XRP né per il regolamento né come garanzia. Il lancio crea quindi un possibile caso d’uso per RLUSD, ma non implica di per sé un aumento della domanda di XRP.
Neutral
La notizia è neutrale per il mercato delle criptovalute nel suo complesso e per XRP. L’espansione di Ripple Prime nel settore dei derivati disponibili 24 ore su 24 potrebbe favorire l’accesso degli istituzionali alle infrastrutture per gli asset digitali e creare un altro possibile caso d’uso per RLUSD. Tuttavia, le preoccupazioni di HSBC sulla liquidità suggeriscono che, almeno inizialmente, il servizio potrebbe attirare società di trading specializzate più che grandi istituzioni disposte ad assumere posizioni consistenti. L’episodio di liquidazioni da 51,6 milioni di dollari segnalato evidenzia inoltre i rischi di negoziare derivati legati ad asset tradizionali quando i rispettivi mercati sottostanti sono chiusi. Nel breve termine, i trader potrebbero concentrarsi sulla liquidità, sugli spread, sull’interesse aperto e sui dati relativi alle liquidazioni nei mercati citati. Il rapporto non indica XRP come asset necessario per il regolamento o come garanzia, quindi non offre un chiaro catalizzatore diretto per la domanda di XRP. Nel lungo termine, una liquidità più profonda, una formazione dei prezzi affidabile e controlli dei rischi più solidi potrebbero rendere il prodotto più utile per le istituzioni; al contrario, mercati che restano poco liquidi o altre brusche liquidazioni potrebbero scoraggiarne l’adozione. Come già accaduto con il lancio di altri derivati legati alle criptovalute, il solo accesso al prodotto e gli annunci non garantiscono volumi di scambio sostenuti né rialzi del prezzo del token. L’impatto sul mercato dipende quindi dall’adozione effettiva e misurabile, non dall’annuncio in sé.