La Russia legalizzerà e regolerà rigorosamente le criptovalute nel 2026: limiti al dettaglio, divieto delle privacy coin, infrastrutture guidate dallo Stato
La Banca di Russia ha pubblicato un progetto di quadro normativo sulle crypto il 24 dicembre 2025 che formalizza una via legale controllata per il trading di criptovalute e la tokenizzazione. Misure chiave: gli investitori non qualificati (retail) potranno acquistare fino a 300.000 RUB (~USD 3.800) all'anno su piattaforme autorizzate dopo aver superato un test obbligatorio sui rischi/conoscenze; gli investitori qualificati potranno negoziare senza limiti di volume dopo una valutazione delle conoscenze. Le privacy coin saranno vietate per garantire la tracciabilità. I residenti potranno trasferire criptovalute acquistate all'estero verso piattaforme nazionali conformi, soggetto a dichiarazione fiscale. Le istituzioni finanziarie autorizzate esistenti (exchange, broker, asset manager, grandi banche e il sistema nazionale di pagamenti) potranno fornire trading, custodia e regolamento, creando un ecosistema nazionale a circuito chiuso; i depositari crypto specializzati dovranno adeguarsi a nuove regole. La proposta amplia il quadro dei Digital Financial Asset (DFA) per supportare il fundraising tokenizzato e potenzialmente token statali volti all'uso transfrontaliero per mitigare le sanzioni. Il governo intende finalizzare le regole entro il 1° luglio 2026 con conformità richiesta entro il 1° luglio 2027; il mancato rispetto potrebbe comportare sanzioni severe, inclusa la responsabilità penale per i broker. Motivazioni: arginare la fuga di capitali, assicurare entrate fiscali e costruire canali di pagamento resistenti alle sanzioni. Per i trader: ci si attende maggiore liquidità onshore e sviluppo più rapido di prodotti istituzionali, percorsi più chiari per custodia e regolamento e flussi on-chain più trasparenti concentrati tra investitori qualificati e istituzioni; i flussi secondari retail saranno limitati dal test e dal tetto di 300.000 RUB. I rischi geopolitici e legati alle sanzioni restano rilevanti e potrebbero influenzare i volumi cross-border, le quotazioni (le privacy coin saranno delistate) e l'accesso a determinati asset.
Neutral
La bozza crea percorsi legali più chiari e canali istituzionali che dovrebbero favorire un aumento della liquidità onshore e dello sviluppo di prodotti — fattori rialzisti per i volumi di criptovalute scambiati e la domanda di custodia istituzionale. Tuttavia, limiti rigorosi per il retail (tetto annuale di 300.000 RUB e test obbligatori), il divieto delle privacy coin e l'accesso concentrato per gli investitori qualificati limiteranno i flussi retail e potrebbero ridurre i volumi decentralizzati peer-to-peer. Motivi geopolitici e considerazioni esplicite sulle sanzioni aggiungono rischio regolamentare: gli asset potrebbero essere rimossi dalla quotazione o bloccati per l'uso transfrontaliero, creando pressioni di vendita episodiche. Breve termine: neutrale o misto — l'infrastruttura domestica migliorata e la domanda istituzionale possono supportare la liquidità, ma le restrizioni al retail e le delisting potrebbero deprimere la domanda e aumentare la volatilità. Lungo termine: neutrale–cautamente rialzista per mercati onshore autorizzati e prodotti istituzionali; ribassista per le privacy coin e per la liquidità globale transfrontaliera se le restrizioni legate alle sanzioni si intensificano.