La proposta della SEC sulla custodia delle criptovalute ridisegna l’accesso istituzionale
Le norme proposte dalla SEC sulla custodia delle criptovalute potrebbero ridefinire l’accesso istituzionale e la concorrenza tra banche, società fiduciarie autorizzate dagli Stati e custodi nativi del settore crypto. La proposta creerebbe un percorso più chiaro per consentire a determinate società fiduciarie statali idonee di diventare custodi qualificati e permetterebbe ai consulenti d’investimento di detenere in autocustodia gli asset crypto idonei quando nessun custode autorizzato li supporta.
Le norme si applicherebbero agli asset crypto classificati come fondi o titoli in base ai pertinenti quadri normativi della SEC, anziché a tutti gli asset digitali. I consulenti dovrebbero documentare l’assenza di un custode adeguato, mantenere controlli di cybersicurezza e salvaguardia e riesaminare almeno trimestralmente gli asset non supportati. La SEC stima che i requisiti specifici di autocustodia potrebbero costare a ciascun consulente circa 433.833 dollari all’anno, inclusi circa 376.000 dollari per la reportistica sui controlli interni.
La proposta potrebbe ridurre il vantaggio tradizionale delle banche con autorizzazione federale e rendere la copertura degli asset, la sicurezza, l’ampiezza dei servizi e l’integrazione istituzionale fattori competitivi fondamentali. Coinbase Custody, Gemini Trust e Fireblocks Trust potrebbero ottenere un percorso più chiaro verso i clienti regolamentati, mentre Anchorage Digital, BitGo, Fidelity Digital Assets, BNY e State Street manterrebbero vantaggi derivanti dalle loro strutture normative o dai rapporti istituzionali.
Per gli emittenti crypto, il supporto di un custode qualificato potrebbe diventare quasi importante quanto la quotazione su un exchange per raggiungere il capitale regolamentato. La proposta rientra nella più ampia agenda Project Crypto della SEC ed è ancora soggetta a un periodo di 60 giorni per i commenti pubblici. Non è definitiva, quindi l’impatto immediato sulle negoziazioni sarà probabilmente limitato, sebbene l’effetto a lungo termine potrebbe essere positivo per l’adozione istituzionale delle criptovalute.
Neutral
La proposta non è ancora definitiva e prevede un periodo di consultazione di 60 giorni, quindi è improbabile che crei un catalizzatore immediato per il prezzo di una specifica criptovaluta. Inizialmente, i trader potrebbero reagire con cautela, poiché i dettagli potrebbero cambiare e l'attuazione rimane incerta.
Nel lungo periodo, norme di custodia più chiare potrebbero rafforzare la fiducia degli investitori istituzionali, ampliare il gruppo di custodi qualificati e rendere più criptoasset accessibili ai consulenti d'investimento regolamentati. Ciò potrebbe sostenere la liquidità e l'adozione in tutto il mercato. Tuttavia, costi di conformità più elevati, revisioni trimestrali degli asset e limiti sugli asset idonei potrebbero rallentare l'attuazione. Poiché la notizia riguarda l'infrastruttura del mercato e non i fondamentali di una particolare criptovaluta, l'impatto previsto sul prezzo è neutrale.