Securitize difende la tokenizzazione regolamentata delle azioni in un annuncio sul WSJ
Securitize ha risposto a un annuncio contrario alla tokenizzazione pubblicato sul The Wall Street Journal con una propria pubblicità a pagina intera, sostenendo che la tokenizzazione regolamentata delle azioni può operare nel rispetto delle norme della Securities and Exchange Commission (SEC) statunitense.
L’annuncio originale, pubblicato nel fine settimana del 24 e 25 ottobre a nome del Common Sense Leadership Fund, invitava i dirigenti delle società quotate a rinunciare alla negoziazione di azioni tokenizzate. Citava rischi quali le differenze di prezzo tra token e azioni, la mancanza di chiarezza sulla titolarità, il minore controllo sulla raccolta di capitali e la possibile responsabilità degli amministratori delegati. L’articolo non identificava i finanziatori del fondo.
Carlos Domingo, CEO di Securitize, ha definito fuorviante l’avvertimento. La risposta della società, del 28 ottobre, promuoveva «#TokenizationDoneRight» e mirava a distinguere il suo approccio conforme alle norme dalla negoziazione su piattaforme non regolamentate. Securitize è diventata una società quotata tramite una SPAC nel luglio 2026 e viene scambiata alla Borsa di New York con il simbolo SECZ. Sta inoltre lavorando a offerte di azioni statunitensi tokenizzate.
La disputa arriva mentre decine di società quotate si sono opposte ai piani di alcune piattaforme di negoziazione di azioni tokenizzate. Per i trader, il dibattito rappresenta un possibile ostacolo per Securitize e per la crescita della tokenizzazione azionaria: la resistenza degli emittenti potrebbe rallentarne l’adozione, mentre l’accettazione di modelli regolamentati potrebbe sostenere il settore. La questione immediata è chi controlla le azioni tokenizzate e quali norme ne disciplinano la negoziazione.
Neutral
La notizia è neutrale per il mercato delle criptovalute nel suo complesso. Riguarda una controversia sulle azioni tokenizzate e sugli standard normativi, non un cambiamento che coinvolga i principali criptoasset, la liquidità del mercato o le condizioni monetarie. Potrebbe essere più rilevante per Securitize e per il settore della tokenizzazione azionaria che per i prezzi di bitcoin o ether.
Nel breve termine, gli annunci contrapposti potrebbero accrescere l’attenzione e l’incertezza intorno alle azioni tokenizzate. Gli operatori potrebbero seguire le risposte degli emittenti, i commenti delle autorità di regolamentazione e gli sviluppi che riguardano le offerte previste da Securitize. Le continue obiezioni delle società quotate potrebbero pesare sulle aspettative di adozione; un chiaro sostegno ai modelli conformi alla normativa potrebbe avere l’effetto opposto. L’articolo non segnala movimenti dei prezzi a livello di mercato né una nuova decisione normativa, quindi non emerge un forte impatto direzionale immediato.
Nel lungo termine, l’esito potrebbe influire sulla rapidità con cui i titoli tokenizzati vengono accettati. Come nelle precedenti discussioni sulla regolamentazione delle criptovalute, l’incertezza può frenare gli investimenti e il lancio di prodotti, mentre regole più chiare possono aiutare i fornitori conformi a distinguersi dalle piattaforme non regolamentate. L’articolo, tuttavia, non fornisce prove che la controversia abbia modificato le condizioni generali di negoziazione delle criptovalute. Inoltre, non si conosce il finanziatore dell’annuncio originale, lasciando irrisolto un aspetto importante del contesto della campagna di advocacy.