I democratici del Senato chiedono audizioni sui guadagni in criptovalute di Trump; al centro la legge CLARITY

Cinque senatori democratici di alto livello hanno chiesto audizioni al Congresso sui guadagni in criptovalute del presidente Donald Trump dopo nuove comunicazioni finanziarie che collegano circa 1,4 miliardi di dollari alle attività crittografiche della sua famiglia. I senatori—Elizabeth Warren, Richard Blumenthal, Gary Peters, Dick Durbin e Ron Wyden—affermano che le informazioni emerse sollevano rischi per la sicurezza nazionale, possibili influenze straniere e conflitti di interesse. Le ultime accuse si concentrano sui documenti di World Liberty Financial che mostrano “terze parti” con quote, incluso un report secondo cui un reale degli Emirati Arabi Uniti avrebbe acquistato una posizione del 49%. I legislatori indicano anche le pressioni precedenti su un presunto investimento di 500 milioni di dollari da parte degli Emirati Arabi Uniti e criticano misure che hanno indebolito la supervisione dell’applicazione delle regole sulle criptovalute, tra cui lo scioglimento del National Cryptocurrency Enforcement Team del Dipartimento di Giustizia. Un comunicato dell’Ufficio per l’Etica del Governo (1 luglio) ha stimato le cifre legate a Trump, tra cui circa 636 milioni di dollari in royalties di memecoin, circa 594 milioni di dollari dalle vendite di token di World Liberty Financial e circa 197 milioni di dollari da un progetto di stablecoin collegato allo sceicco Tahnoon bin Zayed Al Nahyan di Abu Dhabi. Si riferisce inoltre che Trump detenga decine di milioni in BTC ed ETH. Questa nuova attenzione arriva mentre il Congresso discute il CLARITY Act. I punti critici riportati riguardano il modo in cui un presidente può emettere o avallare asset digitali mentre è in carica—aggiungendo all’agenda legislativa considerazioni etiche e una possibile revisione per l’influenza straniera. Per i trader, l’incertezza sul CLARITY Act può aumentare il rischio di volatilità normativa a breve termine per le principali monete come BTC ed ETH.
Bearish
Il dibattito sulla legge CLARITY è ora direttamente collegato a questioni etiche e a un possibile scrutinio per presunta influenza estera sulle partecipazioni in crypto collegate a Trump e sulle quote di terzi (inclusi investimenti provenienti dagli Emirati Arabi Uniti). Per BTC ed ETH, ciò aumenta la probabilità di ritardi, emendamenti o vincoli di conformità più stringenti prima che vengano finalizzate regole chiare. Nel breve periodo, ciò può aumentare il rischio di titoli regolatori e ampliare i premi per il rischio, esercitando pressione sui prezzi. Nel lungo periodo, se le audizioni portano a requisiti più forti di divulgazione e supervisione, il mercato potrebbe prezzare aspettative di politiche più prudenti. Sebbene non sia un cambiamento fondamentale negativo diretto per la domanda di BTC/ETH, l’incertezza su governance e regolamentazione è tendenzialmente ribassista per l’azione dei prezzi nel breve termine.