Tether USDT sotto esame per la conformità alle sanzioni contro l’Iran
Un rapporto dello staff democratico della Sottocommissione permanente per le indagini del Senato degli Stati Uniti afferma che l’84% di 846 wallet sanzionati o presi di mira per i loro legami con l’Iran e con gruppi alleati regionali ha utilizzato Tether USDT in via esclusiva o per oltre l’80% del valore delle transazioni. La quota è salita all’87% tra i 757 wallet identificati dall’ufficio israeliano per il finanziamento del contrasto al terrorismo ed è risultata pari al 57% tra i 101 wallet designati dall’Office of Foreign Assets Control (OFAC) del Tesoro statunitense. Bitcoin è arrivato secondo, a grande distanza.
Il rapporto, intitolato «Tethered to Terrorism», sostiene che i contrabbandieri di petrolio iraniani Alireza Derakhshan e Arash Estaki Alivand abbiano trasferito oltre 603 milioni di dollari in USDT tra il 2021 e il 2025 attraverso reti collegate a Hezbollah, agli Houthi e a istituzioni finanziarie iraniane. I fondi potrebbero inoltre aver sostenuto transazioni riguardanti droni e attrezzature militari. Il senatore Richard Blumenthal ha definito USDT una «superautostrada» per eludere le sanzioni e ha chiesto al Tesoro e al Dipartimento di Giustizia di indagare sui controlli di Tether per lo screening delle sanzioni e contro il riciclaggio.
Il rapporto afferma che Tether non ha congelato sistematicamente i wallet designati prima del 2024. Secondo le accuse, 34 dei 39 wallet collegati al finanziatore di Hezbollah Tawfiq Muhammad Sa’id Al-Law sono stati congelati in ritardo, consentendo il trasferimento di oltre 34,6 milioni di dollari in USDT dopo la designazione. Tether contesta tali preoccupazioni citando i propri risultati nell’applicazione delle regole: sostiene di aver congelato nel 2026 circa 550 milioni di dollari collegati dalle autorità statunitensi all’Iran, oltre 22 milioni di dollari su più di 640 indirizzi segnalati da Israele e oltre 4,9 miliardi di dollari complessivi, collaborando con più di 340 autorità di polizia in 67 Paesi.
Per i trader, l’indagine aumenta il rischio normativo e di conformità legato a Tether USDT. Nel breve termine, le reazioni potrebbero includere un monitoraggio più rigoroso da parte degli exchange, timori sulla liquidità e un atteggiamento di avversione al rischio nei confronti di USDT. Nel lungo periodo, un’applicazione più rigorosa delle norme potrebbe rafforzare la fiducia se Tether dimostrasse controlli coerenti, ma ulteriori indagini o restrizioni potrebbero mettere sotto pressione l’uso della stablecoin e l’accesso al mercato.
Bearish
L'impatto immediato sul prezzo di USDT è modesto perché è progettato per mantenere un ancoraggio a un dollaro, e Tether riferisce di numerosi congelamenti di wallet e della collaborazione con le autorità incaricate dell'applicazione della legge. Tuttavia, le accuse introducono ulteriori rischi di conformità normativa e reputazionali per USDT, soprattutto perché il rapporto lo identifica come l'asset dominante nei wallet collegati a reti iraniane sanzionate.
Nel breve termine, i trader potrebbero ridurre l'esposizione a USDT sulle piattaforme interessate, monitorare più attentamente le restrizioni degli exchange e spostarsi temporaneamente verso alternative garantite da valute fiat o altre principali stablecoin. Eventuali segnali di ritardi nei rimborsi, congelamenti forzati dei wallet, delisting dagli exchange o provvedimenti ufficiali potrebbero creare sconti localizzati su USDT e tensioni di liquidità. Nel lungo termine, controlli più rigorosi potrebbero sostenere la fiducia in USDT, ma l'ampliamento delle indagini o delle sanzioni potrebbe indebolirne l'adozione e l'accesso al mercato. Nel complesso, il rischio diretto per USDT è negativo, rendendo ribassista l'impatto previsto, nonostante la limitata probabilità di un'immediata e generalizzata perdita dell'ancoraggio al dollaro.