La legge CLARITY va al voto mentre si inaspriscono le norme sulle stablecoin
Il Senato degli Stati Uniti dovrebbe votare il 20 settembre sull’avanzamento del Digital Asset Market CLARITY Act, dopo che un programma precedente aveva indicato il 15 settembre. Il disegno di legge richiede 60 voti; pertanto, i repubblicani, che detengono 53 seggi, devono ottenere il sostegno di almeno sette democratici o indipendenti.
L’ultima bozza, di 635 pagine, comprende 126 modifiche sostanziali e un «circuit breaker» proposto per le stablecoin. Il segretario al Tesoro Scott Bessent potrebbe monitorare i rendimenti delle stablecoin e limitarli se deflussi rapidi di depositi minacciassero le banche comunitarie, soprattutto negli Stati rurali. La misura potrebbe limitare la concorrenza tra le stablecoin che offrono rendimento e i prodotti di risparmio bancari, incidendo sui ricavi degli emittenti e sull’innovazione nella finanza basata sulle criptovalute.
Il CLARITY Act chiarirebbe inoltre i ruoli normativi della SEC e della CFTC, fornirebbe un «safe harbour» agli sviluppatori software che non controllano gli asset dei clienti e concederebbe ai procuratori generali degli Stati un ruolo limitato nell’applicazione della legge. Include protezioni per le banche comunitarie e norme etiche che imporrebbero ad alcuni funzionari di vendere gli interessi qualificati in asset digitali o di collocarli in blind trust. I token esistenti legati a Trump non verrebbero automaticamente rimossi dalle piattaforme, mentre restrizioni sulle nuove emissioni potrebbero essere introdotte in seguito.
Restano aperte importanti controversie sulle norme antiriciclaggio, sugli incentivi alle stablecoin, sui rischi per il settore bancario e sui poteri di enforcement. Gli operatori dovrebbero monitorare il voto del 20 settembre, gli emendamenti e le disposizioni sulle stablecoin. Il CLARITY Act resta un importante catalizzatore normativo, ma la sua approvazione è incerta e potrebbe creare volatilità a breve termine nei mercati delle criptovalute e del fintech.
Neutral
È probabile che l'impatto diretto sui prezzi delle principali criptovalute sia neutrale, poiché il CLARITY Act non limita immediatamente la negoziazione di Bitcoin o Ether. Una giurisdizione più chiara da parte della SEC e della CFTC potrebbe sostenere la partecipazione istituzionale e migliorare la struttura del mercato nel lungo periodo, con effetti potenzialmente favorevoli sulle valutazioni delle criptovalute.
Tuttavia, il meccanismo di interruzione proposto per le stablecoin introduce una significativa incertezza. I limiti sui rendimenti delle stablecoin potrebbero ridurre i ricavi degli emittenti, rallentare la crescita dei prodotti che generano rendimento e incidere sulla liquidità dei mercati delle criptovalute. L'incertezza sul voto del disegno di legge, le possibili modifiche e le disposizioni di applicazione ancora irrisolte potrebbero innescare volatilità nel breve periodo, ma non forniscono un chiaro segnale direzionale per BTC o ETH. Gli operatori potrebbero quindi reagire ai titoli delle notizie e al voto del Senato più che a un cambiamento fondamentale nella domanda di criptovalute.