Il Clarity Act guadagna consensi mentre il gruppo degli sceriffi si dichiara neutrale

La National Sheriffs’ Association (NSA), che rappresenta oltre 3.000 sceriffi statunitensi eletti, ha ritirato la propria opposizione al Digital Asset Market Clarity Act e ha adottato una posizione neutrale. Il cambiamento segue le discussioni con la Casa Bianca e altri portatori di interesse sui rischi legati alla finanza illecita. In precedenza, la NSA aveva avvertito che la Sezione 604 avrebbe potuto esentare i protocolli di finanza decentralizzata, i mixer e i tumbler di criptovalute dagli obblighi previsti per i trasmettitori di denaro e dalle norme antiriciclaggio. Secondo l’associazione, la disposizione avrebbe potuto agevolare il riciclaggio di denaro, il finanziamento del terrorismo e l’elusione delle sanzioni. Ora il gruppo afferma che il Clarity Act è complesso e che alcuni dettagli fondamentali sono ancora in fase di esame. Il Clarity Act mira a istituire una struttura per il mercato statunitense delle criptovalute e a chiarire le competenze normative. Il disegno di legge è stato approvato dalla Camera dei Rappresentanti, mentre le commissioni del Senato hanno portato avanti versioni separate. Restano tuttavia divergenze sulle ricompense delle stablecoin, sui titoli tokenizzati e sulle disposizioni in materia di etica. Un voto procedurale al Senato è atteso per il 15 settembre 2026, ma l’approvazione definitiva prima delle elezioni di metà mandato di novembre appare improbabile. Per i trader di criptovalute, il Clarity Act resta un importante catalizzatore normativo. La posizione neutrale della NSA potrebbe ridurre la resistenza politica e migliorare le aspettative normative di lungo periodo. Tuttavia, le questioni di conformità ancora irrisolte e una tempistica incerta probabilmente limiteranno qualsiasi reazione immediata dei prezzi.
Neutral
La decisione della NSA di adottare una posizione neutrale elimina una significativa obiezione delle forze dell’ordine al Clarity Act e potrebbe migliorare moderatamente il sentiment nei confronti della regolamentazione delle criptovalute negli Stati Uniti. Nel breve termine, i trader potrebbero considerare questo sviluppo un segnale politico positivo, ma esso non risolve i tempi dell’iter al Senato, le controversie etiche né le preoccupazioni relative alla conformità che coinvolgono i protocolli DeFi e i mixer. L’assenza di un impatto diretto su una specifica criptovaluta riduce inoltre la probabilità di un forte movimento immediato dei prezzi. Nel lungo termine, l’approvazione del Clarity Act potrebbe migliorare la struttura del mercato, chiarire la giurisdizione delle agenzie e sostenere la partecipazione istituzionale. Tuttavia, ulteriori ritardi legislativi o norme finali più rigorose potrebbero generare volatilità nell’intero mercato delle criptovalute. Sviluppi normativi analoghi hanno generalmente prodotto movimenti di prezzo limitati fino all’approvazione formale o all’attuazione, quindi l’impatto complessivo è classificato al meglio come neutrale.