Shinhan e SBI esplorano i pagamenti con carta tramite una stablecoin in yen

Shinhan Card, SBI VC Trade e SBI XDC Network APAC hanno concordato di valutare i pagamenti con una stablecoin in yen presso gli esercenti sudcoreani. Il progetto pilota previsto consentirebbe ai visitatori giapponesi di pagare con un’esperienza simile a quella di una normale carta, senza dover gestire direttamente trasferimenti su blockchain. Shinhan Card conta circa 20 milioni di titolari di carta, ma il progetto è ancora in fase di proof of concept: non sono stati confermati la stablecoin, la blockchain, la data di lancio, gli esercenti partecipanti, le commissioni né le modalità di conversione. I partner testeranno l’esperienza dei clienti, l’elaborazione delle transazioni e le operazioni tecniche, e valuteranno le rimesse transfrontaliere, il regolamento degli scambi commerciali e i collegamenti con i sistemi di pagamento esistenti. Esamineranno inoltre i trasferimenti tra wallet, i controlli antiriciclaggio e il rilevamento delle frodi. L’accordo non menziona il token JPYSC di SBI, utilizzabile solo con i conti SBI VC Trade e non trasferibile a wallet esterni. È inoltre in corso un test separato di pagamenti tramite QR code di SBI con partner coreani. Gli oltre 10,1 milioni di viaggi di andata e ritorno tra Giappone e Corea del Sud nei primi otto mesi del 2026 indicano una possibile domanda. L’iniziativa arriva mentre il mercato globale delle stablecoin è valutato circa 301,4 miliardi di dollari, con USDT e USDC che rappresentano all’incirca l’84,7%. Per i trader di criptovalute, si tratta di un primo segnale di adozione, non di un catalizzatore immediato per i token: qualsiasi impatto a lungo termine dipenderà dall’approvazione normativa e dalla dimostrazione di vantaggi in termini di costi o velocità rispetto ai pagamenti con carta e bancari.
Neutral
L’accordo è una prova di concetto esplorativa, non un lancio confermato, e non indica alcuna stablecoin o blockchain specifica. Pertanto, non offre un chiaro segnale di domanda a breve termine per JPYSC, XDC, USDT o USDC, ed è improbabile che il mercato lo consideri un catalizzatore diretto per i loro prezzi. Nel breve termine, i trader potrebbero interpretare l’annuncio come un modesto segnale di interesse istituzionale per l’uso delle stablecoin nei pagamenti, ma la mancanza di dettagli sull’implementazione ne limita il potenziale di influire sui prezzi. Nel lungo termine, prove positive potrebbero favorire una più ampia adozione delle stablecoin e una maggiore attività nei pagamenti transfrontalieri. Tuttavia, qualsiasi effetto su un token specifico dipenderebbe dall’asset scelto, dalle autorizzazioni normative, dall’adesione degli esercenti e da vantaggi misurabili in termini di costi o velocità di regolamento. Finché non emergeranno questi dettagli, il probabile impatto sui prezzi delle criptovalute menzionate resta neutrale.