SOL rimbalza del 47% grazie alla domanda di ETF e alla riforma della tokenomics
SOL è salito del 46,9% ad agosto, ponendo fine a una serie di 10 mesi consecutivi di perdite mensili e registrando il più forte rialzo mensile da marzo 2024. Il rally ha spinto SOL oltre i 110 dollari e ha ridotto il calo da inizio anno a circa il 13%, dopo una perdita del 34,1% nel 2025.
La domanda istituzionale ha rafforzato il movimento. Gli ETF spot su Solana hanno attirato circa 1,36 miliardi di dollari in una settimana, il maggiore afflusso settimanale dal novembre 2024. DeFi Development Corp ha acquistato circa 19.000 SOL, portando le proprie partecipazioni a circa 2,33 milioni di SOL, mentre Solmate Infrastructure ha aggiunto 1.000 SOL. La piattaforma crypto di Schwab si prepara a offrire il trading diretto di SOL, ampliando potenzialmente l’accesso per gli investitori istituzionali e retail.
Anche l’attività della rete Solana è migliorata. Il volume delle transazioni di agosto ha raggiunto il record di 4,48 miliardi, il valore degli asset del mondo reale ha superato i 4,04 miliardi di dollari e l’offerta di stablecoin è salita a 16,5 miliardi, circa il 33% in più su base annua. Il volume spot settimanale delle memecoin di Solana ha superato i 5,24 miliardi di dollari.
Gli aggiornamenti della rete alimentano ulteriormente le prospettive rialziste. SIMD-0286 ha aumentato del 66% la capacità di calcolo per blocco, mentre Agave 4.2 ha introdotto commissioni di rent più basse, transazioni più grandi e tempi di blocco più rapidi. Il previsto aggiornamento Alpenglow potrebbe ridurre la finalità da circa 12,8 secondi a circa 150 millisecondi.
Le riforme della tokenomics potrebbero restringere ulteriormente l’offerta di SOL. Si prevede che la proposta d’inflazione approvata acceleri il calo verso il limite minimo d’inflazione di Solana, pari all’1,5%, riducendo potenzialmente l’emissione prevista di circa 18,9 milioni di SOL e abbassando i rendimenti dello staking. La proposta sulle commissioni basate sul calcolo potrebbe aumentare i SOL bruciati da circa 650 fino a 9.000 al giorno. Nel complesso, le riforme potrebbero ridurre l’emissione netta di circa 1,4-1,5 miliardi di dollari in sei anni. Tuttavia, ricompense di staking più basse potrebbero mettere sotto pressione i validatori più piccoli, e la prosecuzione dei rialzi di SOL dipenderà dal fatto che la domanda reale della rete continui a superare la nuova offerta. I trader dovrebbero inoltre monitorare la scadenza delle opzioni su Bitcoin, la volatilità generale delle criptovalute e i flussi degli ETF.
Bullish
Le notizie sono rialziste per SOL perché il token ha guadagnato quasi il 47% ad agosto, mentre i consistenti afflussi negli ETF spot, gli acquisti societari e il servizio di negoziazione di SOL che Schwab intende lanciare indicano un miglioramento della domanda. L'attività transazionale record, l'aumento dell'offerta di stablecoin e la crescita degli asset del mondo reale forniscono ulteriori prove dell'espansione dell'utilizzo della rete.
Anche le prospettive dell'offerta sono favorevoli. Una disinflazione più rapida e un maggiore consumo delle commissioni tramite burn potrebbero ridurre sensibilmente l'emissione netta di SOL nei prossimi sei anni. Gli aggiornamenti della rete potrebbero migliorare la capacità di elaborazione e la velocità di conferma, rafforzando la competitività di Solana e attirando potenzialmente più utenti e liquidità.
Nel breve termine, il rally potrebbe attirare trader orientati al momentum, ma l'elevata attività delle memecoin e il forte rialzo mensile aumentano il rischio di prese di profitto. Rendimenti più bassi dello staking potrebbero inoltre ridurre la partecipazione di alcuni validatori. Se gli afflussi negli ETF dovessero indebolirsi o i mercati crypto più ampi assumessero un atteggiamento di avversione al rischio, SOL potrebbe ritracciare. Pertanto, le prospettive di lungo periodo sono rialziste, ma la stabilità del prezzo dipende da una crescita sostenuta dell'utilizzo e dalla continuità degli afflussi di capitale, più che da una riforma della tokenomics in sé.