L’energia solare supera quella nucleare mentre lo stoccaggio in rete diventa fondamentale
L'energia solare ha superato quella nucleare nella produzione, generando il 13% di elettricità in più nei 12 mesi fino a settembre 2026, secondo i dati Ember citati nel rapporto. Nel 2025, il solare ha prodotto 2.779 TWh, poco meno dei 2.812 TWh del nucleare. La quota dell'elettricità mondiale generata dal solare è passata dall'1% di dieci anni fa a quasi il 10% nel 2026, mentre la produzione nucleare è rimasta sostanzialmente stabile dal 2000.
Il calo dei costi di pannelli e batterie, l'espansione della produzione cinese e gli elevati prezzi dei combustibili hanno accelerato la diffusione del solare. In Pakistan, il solare fornisce ormai il 24% dell'elettricità, rispetto a meno del 2% nel 2019. Le batterie aiutano anche a spostare l'energia solare prodotta durante il giorno verso le ore di punta serali, sebbene gli attuali sistemi di accumulo non siano ancora economicamente convenienti per coprire lunghi periodi nuvolosi o deficit stagionali.
Le prossime sfide per il solare riguardano la flessibilità della rete, l'accumulo di lunga durata, l'uso del suolo e la dipendenza dalle forniture di pannelli cinesi. L'Agenzia internazionale dell'energia prevede che la produzione solare raddoppi entro il 2030 rispetto ai livelli del 2025 e superi quella idroelettrica, ma le barriere commerciali o le restrizioni alle importazioni potrebbero rallentare questa crescita.
Neutral
L’articolo non è direttamente collegato ai prezzi delle criptovalute, all’attività della blockchain o alla regolamentazione, quindi è probabile che il suo effetto immediato sul trading di criptoasset sia limitato. La notizia potrebbe influire marginalmente sul sentiment generale del rischio, ma è più probabile che i trader reagiscano a fattori specifici del settore crypto, ai dati macroeconomici, alle aspettative sui tassi d’interesse e alle condizioni di liquidità.
Nel breve termine, il traguardo raggiunto dal solare potrebbe riaccendere il dibattito sui costi energetici e sulla fornitura di elettricità, compreso il fabbisogno energetico dei data center e del mining di criptovalute. Il passaggio a elettricità rinnovabile più economica potrebbe avvantaggiare alcuni miner nel tempo, ma gli effetti concreti dipendono dai prezzi locali dell’energia, dall’accesso alla rete, dallo stoccaggio e dalle politiche pubbliche. L’articolo evidenzia inoltre alcuni vincoli — tra cui la capacità della rete, lo stoccaggio di lunga durata e la concentrazione delle catene di approvvigionamento — che potrebbero rendere disomogenea la transizione.
Nel lungo termine, l’espansione della capacità solare e delle batterie potrebbe trasformare i mercati energetici e potenzialmente migliorare la redditività del mining nelle regioni in cui l’energia a basso costo è abbondante. Tuttavia, non si tratta di un segnale rialzista o ribassista immediato e affidabile per i mercati delle criptovalute. A differenza delle reazioni del mercato crypto a importanti annunci normativi o ai flussi degli ETF su Bitcoin, in questa notizia non emerge un chiaro meccanismo di trasmissione né un indicatore che interessi l’intero mercato. Nel complesso, l’impatto atteso sui prezzi delle criptovalute e sulla stabilità del mercato è neutrale.