La Corea del Sud consente alle società quotate di acquistare criptovalute ma blocca le stablecoin ancorate al dollaro USA

La Financial Services Commission (FSC) della Corea del Sud sta preparando linee guida per consentire a società quotate e investitori professionali di detenere le principali criptovalute escludendo le stablecoin ancorate al dollaro USA (es. USDT, USDC). Le regole limiterebbero l'esposizione aziendale alle criptovalute alle prime 20 token non-stablecoin per capitalizzazione di mercato (inclusi BTC e ETH) e porrebbero un tetto alle detenzioni intorno al 5% del capitale sociale dell'azienda. I regolatori citano il Foreign Exchange Transaction Act — che non riconosce le stablecoin per pagamenti esterni — e temono che il possesso di stablecoin possa consentire pagamenti transfrontalieri che eludono i controlli sui cambi, aumentando i rischi di riciclaggio di denaro e fuga di capitali. Discussioni separate propongono norme più severe per l'emissione di stablecoin (capitale minimo dell'emittente ~5 miliardi KRW e proprietà maggioritaria da parte di banche) e limiti alle partecipazioni dei principali azionisti negli exchange nazionali. Questo Framework sugli Asset Digitali in due fasi segue le precedenti protezioni al dettaglio e ora mira a costruire infrastrutture di mercato e accesso istituzionale. I trader dovrebbero monitorare il testo del progetto di regolamento, il limite del 5% per le società, l'esclusione delle stablecoin legate a valute fiat, eventuali iniziative per stablecoin in won e i limiti di proprietà degli exchange — tutti fattori che potrebbero influire sui flussi istituzionali, sulla liquidità onshore e sulla domanda di BTC/ETH.
Neutral
Il cambiamento politico apre un percorso controllato per la proprietà aziendale di criptovalute, che dovrebbe aumentare la domanda istituzionale per i principali token non‑stablecoin (in particolare BTC ed ETH) creando acquirenti on‑balance‑sheet. Questo è positivo per l'interesse istituzionale di base. Tuttavia, l'esclusione esplicita delle stablecoin legate al dollaro USA, un tetto del 5% sul capitale societario e possibili regole restrittive per gli emittenti di stablecoin e la proprietà degli exchange limitano materialmente la scala e la flessibilità dei flussi. Nel breve termine, l'incertezza sul linguaggio definitivo della bozza e sui tempi di attuazione può attenuare le reazioni immediate dei prezzi. Nel medio‑lungo periodo, l'autorizzazione potrebbe sostenere una domanda sostenuta e una migliore liquidità on‑shore per le monete large‑cap, ma i limiti e l'esclusione delle stablecoin vincolano l'entità di tale effetto. L'impatto netto sui prezzi di BTC ed ETH è quindi bilanciato: fondamentali di supporto derivanti dall'accesso istituzionale aggiuntivo ma temperati da limiti stringenti e frizioni operative.