La petizione per rinviare la tassa sulle criptovalute in Corea del Sud supera le 50.000 firme
Una petizione per rinviare la tassa sulle criptovalute in Corea del Sud ha superato le 50.000 firme, passando così all’esame della commissione competente dell’Assemblea nazionale. La petizione chiede di spostare l’entrata in vigore dal 1° gennaio 2027 al 2029. Tuttavia, l’esame non modifica automaticamente la legge né sospende l’attuale introduzione.
Secondo il quadro vigente, la tassa sudcoreana sulle criptovalute applicherebbe un’aliquota complessiva del 22% ai guadagni qualificati derivanti da attività digitali superiori a una detrazione annuale di 2,5 milioni di won, pari a circa 1.850 dollari. L’imposta riguarderebbe i profitti derivanti dalla vendita, dallo scambio, dal trasferimento o dal prestito di criptovalute.
Gli investitori citano la debolezza dell’infrastruttura per il tracciamento delle transazioni, le difficoltà nel monitorare i portafogli privati e il rischio che l’attività di trading si sposti su piattaforme estere. Una petizione separata per abolire la tassa sulle criptovalute aveva anch’essa superato le 50.000 firme a maggio, senza modificare la legislazione.
La Corea del Sud ha già rinviato la tassa sulle criptovalute tre volte. Le autorità si stanno preparando al lancio nel gennaio 2027, mentre gli standard dettagliati sono attesi entro la fine del 2026. Sono inoltre in fase di sviluppo strumenti di tracciamento della blockchain e sistemi internazionali di rendicontazione. Per i trader, la petizione aumenta l’incertezza normativa, ma il calendario della tassa rimane invariato per ora.
Neutral
La notizia è neutrale per i prezzi delle criptovalute, poiché non modifica la normativa fiscale né introduce una restrizione immediata alle negoziazioni. Nel breve termine, la petizione potrebbe creare incertezza e incoraggiare alcuni trader sudcoreani a ridurre l’attività sulle piattaforme locali o a prendere in considerazione gli exchange esteri. Ciò potrebbe influire sulla liquidità e sui volumi di scambio locali, ma è improbabile che produca un movimento diretto e generalizzato dei prezzi nell’intero mercato delle criptovalute.
Nel lungo periodo, un’imposta del 22% sulle plusvalenze imponibili potrebbe ridurre i rendimenti al netto delle imposte e indebolire la domanda sugli exchange sudcoreani qualora l’attuazione procedesse nel 2027. Il rischio di una migrazione dei capitali potrebbe esercitare pressioni sull’attività del mercato locale, mentre norme più chiare, deduzioni per le perdite e sistemi di rendicontazione più efficienti potrebbero ridurre l’incertezza. Poiché la petizione non ha modificato l’entrata in vigore prevista e iniziative analoghe in passato non hanno prodotto cambiamenti normativi, è probabile che i trader considerino questo sviluppo un segnale di rischio regolamentare, piuttosto che un catalizzatore rialzista o ribassista decisivo.