Rinvio della tassa sulle criptovalute in Corea del Sud, progetto pilota di una stablecoin legata allo yen e aggiornamento dell’e-CNY

L’imposta della Corea del Sud sui guadagni in criptovalute, prevista per gennaio 2027, potrebbe essere rinviata per la quarta volta. Esponenti dei due principali partiti hanno espresso preoccupazione per la preparazione del sistema fiscale, segnalando lacune nella comunicazione delle transazioni e difficoltà nel tracciare le attività all’estero e sulle piattaforme decentralizzate. Il Servizio fiscale nazionale sta ancora preparando linee guida dettagliate; l’imposta entrerà in vigore come previsto, a meno che l’Assemblea nazionale non modifichi la legge. Separatamente, Shinhan Card e due società controllate del Gruppo SBI valuteranno pagamenti per i viaggiatori tramite una stablecoin ancorata allo yen, oltre a pagamenti transfrontalieri e regolamenti commerciali basati su blockchain tra Corea del Sud e Giappone. La collaborazione comprende anche il sostegno a XDC Network e la ricerca sull’integrazione degli asset digitali nei pagamenti nei negozi fisici. La Cina ha potenziato l’infrastruttura dello yuan digitale per supportare gli smart contract e ampliare gli impieghi nel commercio al dettaglio, nel finanziamento degli scambi commerciali e nei regolamenti. Nel gennaio 2026, l’e-CNY è passato a un modello bancario di «denaro da deposito digitale». Secondo i dati comunicati, alla fine di settembre 2026 l’attività cumulativa aveva raggiunto 4,3 miliardi di transazioni, per un valore di circa 31.000 miliardi di yuan. Nel complesso, gli sviluppi evidenziano approcci divergenti in Asia alla tassazione delle criptovalute, alle stablecoin e alle valute digitali delle banche centrali.
Neutral
La notizia è neutrale per il mercato crypto nel suo complesso, perché combina incertezza normativa e sviluppi nelle infrastrutture di pagamento senza annunciare cambiamenti diretti alle principali regole di trading delle criptovalute né un chiaro catalizzatore per i prezzi dei token. Un possibile quarto rinvio dell’imposta sudcoreana sui guadagni derivanti dalle criptovalute potrebbe allentare le preoccupazioni a breve termine degli investitori e degli exchange locali, ma l’imposta resta prevista per gennaio 2027 finché i legislatori non modificheranno la legge. Come nei rinvii precedenti, è più probabile che l’effetto immediato dipenda dal sentiment piuttosto che da un cambiamento duraturo dei fondamentali di mercato. L’iniziativa di Shinhan Card e SBI è un segnale costruttivo per l’uso delle stablecoin nei pagamenti reali e nei regolamenti transfrontalieri. Si tratta tuttavia di un progetto pilota esplorativo, non di un lancio confermato né della prova di una domanda significativa di transazioni. Il sostegno a XDC Network potrebbe attirare l’attenzione sul progetto, ma l’articolo non fornisce dettagli sull’allocazione dei token, sull’utilizzo della rete o sui ricavi; pertanto, qualsiasi effetto sulle contrattazioni di XDC potrebbe essere limitato e speculativo. Solana è citata nell’ambito delle precedenti attività di Shinhan Card, non come partecipante a questo nuovo accordo. L’aggiornamento dell’e-CNY cinese e la crescita delle transazioni riportata confermano la tendenza di lungo periodo verso infrastrutture di pagamento digitali, ma questa valuta digitale della banca centrale è emessa dallo Stato e non implica direttamente un aumento della domanda di criptoasset decentralizzati. Nel breve periodo, gli operatori potrebbero seguire l’iter della normativa fiscale coreana, le tappe del progetto pilota e i volumi di scambio di XDC per individuare movimenti specifici del progetto. Nel lungo periodo, una più ampia adozione dei pagamenti tokenizzati potrebbe favorire le infrastrutture blockchain, mentre l’incertezza fiscale e la concorrenza delle valute digitali sostenute dallo Stato potrebbero frenare il sentiment. Nel complesso, gli sviluppi sono importanti per la finanza digitale in Asia, ma non delineano una chiara direzione rialzista o ribassista per il mercato nel suo insieme.