La Corea del Sud valuta un’imposta per l’istruzione sugli exchange centralizzati di criptovalute

La Corea del Sud sta valutando l’introduzione di un’imposta per l’istruzione a carico degli exchange centralizzati di criptovalute (CEX), qualora vengano classificati come istituzioni finanziarie nell’ambito di una proposta di legge sugli asset digitali. Attualmente, le società che operano nel trading e nell’intermediazione di criptovalute sono considerate imprese del settore delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione e non pagano quindi l’imposta. Banche, compagnie assicurative e società di intermediazione mobiliare la pagano in base ai ricavi operativi: lo 0,5% sul primo trilione di won e l’1% sugli importi eccedenti. La proposta potrebbe aumentare i costi operativi dei CEX sudcoreani, ma non è stata ancora annunciata alcuna decisione definitiva sull’imposta.
Neutral
La proposta potrebbe comportare cambiamenti nei costi e nella regolamentazione per gli exchange di criptovalute centralizzati (CEX) sudcoreani, ma non è ancora una misura fiscale confermata. Nel breve periodo, i trader potrebbero seguire gli sviluppi delle politiche per individuare segnali di un aumento delle commissioni degli exchange, di una riduzione delle promozioni o di cambiamenti nella liquidità locale. Non vi sono indicazioni immediate che l’attività di trading o la stabilità del mercato subiranno effetti sostanziali. Proposte normative simili hanno spesso generato una breve fase di incertezza per le piattaforme locali interessate, mentre gli effetti più ampi sul mercato delle criptovalute sono dipesi dall’effettiva attuazione delle norme e dalla risposta degli exchange. Nel lungo periodo, classificare i CEX come istituti finanziari potrebbe avvicinarli al trattamento fiscale riservato a banche e società di intermediazione mobiliare, aumentando i costi di conformità e operativi. Qualsiasi impatto sui prezzi probabilmente si concentrerebbe in Corea del Sud e dipenderebbe dall’aliquota fiscale definitiva, dall’ambito di applicazione della legge e dalla scelta delle piattaforme di trasferire i costi agli utenti. In assenza di una decisione definitiva o di un calendario di attuazione comunicati, il segnale complessivo per il mercato resta neutrale.