La Corea del Sud intende introdurre norme valutarie per le stablecoin

La Bank of Korea intende collaborare con il governo, prima della fine dell’anno, a una modifica della legge sulle operazioni in valuta estera che regolerebbe le stablecoin utilizzate per i pagamenti e i trasferimenti transfrontalieri. La proposta è ancora in fase di pianificazione: non sono stati annunciati né un testo preliminare, né token specifici, né una data per l’approvazione. La banca centrale afferma inoltre di stare sviluppando sistemi di monitoraggio dei cambi e di voler colmare le lacune normative relative alle transazioni effettuate al di fuori delle banche e tramite portafogli personali. Questo lavoro è distinto dalla Legge quadro sugli asset digitali, una proposta di normativa per le licenze nel settore degli asset digitali e l’emissione di stablecoin. Lee Eog-weon, presidente della Commissione per i servizi finanziari, ha dichiarato che le consultazioni su quel disegno di legge sono nella fase finale. L’imposta sudcoreana sui redditi da criptovalute dovrebbe entrare in vigore il 1º gennaio 2027, dopo essere stata rinviata tre volte. Sono aumentate le richieste politiche di un’ulteriore revisione e le petizioni per abrogare l’imposta o rinviarla di due anni hanno entrambe superato le 50.000 firme, facendo scattare l’esame legislativo. Ciononostante, il Servizio nazionale delle imposte prevede di ultimare la bozza dell’avviso fiscale entro il 30 ottobre.
Neutral
La notizia rappresenta un segnale normativo moderatamente negativo per l’attività crypto in Corea del Sud, ma è probabile che il suo impatto immediato sul mercato sia limitato. La Bank of Korea ha dichiarato di voler preparare una modifica; non esistono ancora un disegno di legge, una stablecoin specifica indicata né un calendario per l’approvazione. Di conseguenza, gli operatori hanno pochi dettagli concreti sulle politiche da poter valutare immediatamente. Se approvati, gli obblighi di segnalazione per i trasferimenti transfrontalieri di stablecoin potrebbero aumentare i costi di conformità e ridurre la flessibilità delle transazioni. Ciò potrebbe frenare l’uso delle stablecoin in Corea e influire sui flussi di negoziazione locali, compresi quelli legati al premio kimchi, che è determinato in parte dai controlli sui capitali. La mancata risoluzione della questione dell’imposta sulle criptovalute prevista per il 2027 aggiunge ulteriore incertezza per gli investitori e gli exchange coreani. Questi rischi sono più rilevanti per il mercato coreano che per i prezzi delle criptovalute a livello globale. Nel breve periodo, le notizie su una vigilanza più rigorosa potrebbero indurre cautela nei titoli legati alle criptovalute e nell’attività di trading locale, ma l’articolo non indica restrizioni immediate né perturbazioni del mercato. Nel lungo periodo, regole più chiare nell’ambito della modifica della normativa sui cambi e della legge quadro sugli asset digitali potrebbero migliorare la certezza normativa, anche se controlli più severi limiterebbero alcune attività. Come nel caso dei precedenti annunci normativi, è importante distinguere tra una proposta e una norma entrata in vigore: le reazioni del mercato potrebbero restare contenute finché i legislatori non pubblicheranno i dettagli. La classificazione neutrale riflette questo equilibrio tra i potenziali ostacoli legati alla conformità e l’assenza di una misura approvata.