Le uscite di stablecoin dalla Corea del Sud aumentano per 18 mesi tra il cambiamento della liquidità offshore
I deflussi netti di stablecoin dalla Corea del Sud si sono estesi per un 18° mese consecutivo nel giugno 2026. Le cinque principali piattaforme di scambio coreane basate sul won (Upbit, Bithumb, Coinone, Korbit e Gopax) hanno registrato un deflusso netto di 560,3 miliardi di won (circa 367 milioni di dollari): hanno inviato 2,76 trilioni di won in stablecoin offshore e ne hanno ricevuti indietro 2,20 trilioni, evidenziando un movimento di capitale persistente all’estero.
Le rilevazioni più recenti interpretano i deflussi meno come “panico” e più come un “vuoto regolamentare”. In base al Specific Financial Information Act coreano, le sedi autorizzate hanno limiti su derivati ad alto leverage, pool DeFi, liquid staking e sulla maggior parte dei protocolli RWA. I trader che cercano quei prodotti stanno sempre più dirottando le stablecoin offshore verso exchange come Binance e Bybit, includendo esposizioni su contratti collegati ad azioni coreane di rilievo.
Regolatori e legislatori hanno inoltre ribadito le preoccupazioni sulla tutela degli investitori per i clienti retail che operano su piattaforme offshore. Le discussioni includono possibili linee guida per stablecoin ancorate al won e per offerte di security token, insieme all’idea di estendere le segnalazioni del Travel Rule sotto 1 milione di won e intensificare le azioni contro le sedi offshore non registrate. In patria, la concorrenza sulle commissioni (ad esempio, lo zero-fee sul trading di USDC di Coinone ad ottobre 2025) ha attirato ulteriore volume, ma non ha invertito la tendenza complessiva dei deflussi di stablecoin: sembra quindi che il cambiamento riguardi soprattutto dove avviene il trading, non solo il prezzo.
Per i trader di criptovalute, la conclusione è che continua la migrazione della liquidità verso l’offshore, guidata dalle regole di accesso ai prodotti, con possibili impatti su qualità di esecuzione, disponibilità del leverage e rendimenti relativi tra piattaforme.
Neutral
Si tratta soprattutto di una storia di flussi e di spostamenti di sede (venue-shifting), non di un catalizzatore diretto del prezzo di qualunque singolo asset crypto. Le uscite persistenti di stablecoin dalla Corea del Sud indicano differenze di accesso a prodotti guidate dalla regolamentazione (in particolare per derivati, DeFi e l’esposizione ad RWA), che potrebbero spostare la liquidità e migliorare l’esecuzione/la disponibilità offshore. Ciò può influenzare l’attività di trading, gli spread e l’uso della leva tra gli exchange nel breve periodo, ma non segnala in modo chiaro una distruzione della domanda o una riallocazione strutturalmente rialzista/ribassista per le stablecoin sottostanti.
Anche con la competizione sulle commissioni a livello nazionale (ad esempio, trading USDC a zero fee da parte di Coinone), la tendenza complessiva alle uscite di stablecoin è continuata ad aumentare, suggerendo che il capitale resta orientato verso stack di prodotti offshore. L’effetto netto sull’impatto del prezzo di USDC è quindi neutrale: i trader possono ribilanciare dove fanno trading, ma il report non indica uno shock diretto ai fondamentali o all’emissione delle stablecoin.