Il CEO di Tether rimprovera S&P dopo che USDT è stato valutato '5 (Debole)' per la trasparenza delle riserve
S&P Global Ratings ha declassato la stablecoin in USD di Tether, USDT, al suo punteggio più basso di 5 (“debole”) nella scala di stabilità delle stablecoin dell’agenzia, citando persistenti lacune nelle divulgazioni, trasparenza limitata riguardo ai custodi e ai partner bancari, e una quota crescente di attività di riserva a rischio più elevato — in particolare Bitcoin, prestiti garantiti, obbligazioni societarie e metalli preziosi. Il rapporto di S&P affermava che Bitcoin rappresenta circa il 5,6% delle riserve di Tether, superando il buffer di sovracollateralizzazione del 3,9% di Tether, e ha avvertito che cali di tali attività rischiose potrebbero erodere il backing di USDT anche se la maggior parte delle riserve resta in titoli del Tesoro USA a breve termine e equivalenti di cassa. S&P ha detto che migliorare le divulgazioni sulle riserve e ridurre l’esposizione ad attività a rischio più elevato potrebbe aumentare il rating. Il CTO di Tether, Paolo Ardoino, ha pubblicamente respinto il downgrade come fazioso nei confronti della finanza tradizionale, difendendo Tether come sovracapitalizzata, redditizia e priva di “riserve tossiche”, e ha detto che S&P ha frainteso il modello di business di Tether. La disputa mette in luce i dibattiti regolamentari e di trasparenza in corso sulle stablecoin. Per i trader: monitorare la liquidità di USDT e la fiducia nei rimborsi; una maggiore percezione del rischio di controparte e delle riserve può aumentare la volatilità a breve termine e il rischio di fuga dalla stablecoin, mentre eventuali miglioramenti della trasparenza o cambiamenti nelle riserve potrebbero ripristinare la fiducia nel tempo.
Bearish
Il declassamento e la controversia aumentano il rischio percepito di controparte e delle riserve specificamente per USDT. La nota di S&P secondo cui Bitcoin e altri asset a rischio più elevato rappresentano ora una quota significativa delle riserve —al di sopra del buffer di sovracollateralizzazione dichiarato da Tether— crea uno scenario credibile in cui i cali degli asset potrebbero temporaneamente lasciare USDT sotto-collateralizzato. Per i trader questo aumenta i rischi a breve termine: potenziali incrementi dei deflussi netti di USDT, allargamento degli spread tra USDT e altri strumenti agganciati al dollaro, maggiore pressione sulle riscossioni degli stablecoin e volatilità di mercato transitoria mentre i trader ribilanciano. Nel medio periodo, l’impatto dipende dalla risposta di Tether: divulgazioni più chiare delle riserve e riduzione dell’esposizione ad asset ad alto rischio potrebbero ristabilire la fiducia e neutralizzare l’effetto; il mancato intervento potrebbe prolungare la riduzione della fiducia e una maggiore volatilità. Poiché questa notizia prende di mira specificamente il collaterale di USDT, si prevede che la pressione sul prezzo/peg di USDT sarà negativa nel breve termine, mentre i mercati crittografici più ampi potrebbero vedere volatilità transitoria ma non uno shock sistemico garantito.