Società crypto offrono di parcheggiare riserve di stablecoin presso banche comunitarie per rompere l'impasse normativo negli USA

Le società cripto hanno proposto di instradare le riserve delle stablecoin attraverso banche comunitarie e di allentare le regole per consentire a tali banche di emettere token ancorati al dollaro, nel tentativo di sbloccare un disegno di legge sulla struttura del mercato negli USA. Le proposte più recenti riportate da Bloomberg includono l'obbligo per gli emittenti di detenere porzioni delle riserve presso prestatori comunitari, assegnare alle banche comunitarie ruoli maggiori nella coniazione delle stablecoin e consentire un più facile accesso delle banche alla minting — misure pensate per affrontare le preoccupazioni sulla fuga di depositi. Gli analisti avvertono che le stablecoin potrebbero sottrarre depositi significativi (una stima parla di fino a 500 miliardi di dollari entro il 2028) mentre l'offerta di dollari digitali è cresciuta di circa il 40% su base annua. Le opinioni del settore divergono: alcune società cripto si oppongono a permettere agli exchange (es. Coinbase) di pagare ricompense sui saldi di stablecoin, una pratica che le banche dicono drenerebbe depositi. Un incontro alla Casa Bianca tra gruppi cripto e bancari si è concluso senza accordo. Il presidente della Commissione Bancaria del Senato, Tim Scott, ha segnalato apertura a compromessi che consentano ricompense cripto a condizione che le società non si presentino come banche e che rimangano le tutele per i consumatori e le banche comunitarie. La Camera ha approvato il disegno di legge l'anno scorso, ma il progresso al Senato è bloccato finché i negoziatori non concilieranno le versioni contrapposte e non garantiranno un più ampio sostegno bipartisan.
Neutral
Le proposte mirano a ridurre l'impasse regolamentare senza modificare immediatamente la meccanica delle stablecoin né abilitare programmi di rendimento illimitati. Dirottare le riserve verso banche comunitarie e consentire alle banche di coniare stablecoin probabilmente ridurrebbe il rischio politico e affronterebbe le preoccupazioni sulla fuga dei depositi — fattori che rimuovono parte dell'incertezza al ribasso per gli emittenti di stablecoin e i mercati correlati. Tuttavia, gli esiti rimangono incerti: il Senato necessita ancora del sostegno bipartisan e di un accordo tra le versioni dei comitati, e questioni chiave (rendimento sulle stablecoin, trattamento degli emittenti come enti bancari) non sono risolte. Nel breve termine, le notizie su possibili compromessi potrebbero calmare i mercati e limitare forti deflussi dalle stablecoin, producendo un sentimento neutro o leggermente rialzista per i token ancorati al dollaro. Sul lungo periodo, se adottate, le misure potrebbero stabilizzare il quadro regolamentare e favorire un'adozione istituzionale graduale, positivo per la fiducia del mercato; viceversa, compromessi restrittivi (regole rigide sulle riserve o divieti sui rendimenti) potrebbero ridurre l'attrattiva del prodotto e limitarne la crescita. Dato questo equilibrio, l'impatto netto a breve termine sul prezzo delle stablecoin è neutro.