Le audizioni alla Camera dei Lord del Regno Unito segnalano un inasprimento del regime degli stablecoin; la legge GENIUS degli USA criticata
Il Comitato per la Regolamentazione dei Servizi Finanziari della Camera dei Lord ha tenuto la sua prima audizione sulle stablecoin, ascoltando le testimonianze critiche del columnist del Financial Times Chris Giles e del professore di legge della GWU Arthur Wilmarth Jr. Entrambi hanno avvertito che le attuali lacune normative creano rischi per la stabilità finanziaria e per il finanziamento illecito. Giles ha descritto le stablecoin come in gran parte dei punti di ingresso/uscita per le cripto con utilità generale limitata, ha evidenziato debolezze in AML/KYC (definendole “nuove valigie di contanti”) e ha detto che il trattamento legale poco chiaro nel Regno Unito ha ostacolato l'adozione. Ha esortato regole rigorose su collaterale e liquidità e controlli KYC/AML più severi, e ha sostenuto che le stablecoin usate come strumenti di pagamento non dovrebbero pagare interessi. Wilmarth ha fortemente criticato il GENIUS Act statunitense per permettere emittenti non bancari, definendolo un grave errore che abilita l'arbitraggio regolamentare; ha sostenuto che soltanto le banche pienamente regolamentate dovrebbero emettere strumenti di pagamento. Entrambi i testimoni hanno favorito una regolamentazione più restrittiva; la seduta mette in evidenza un approccio prudente del Regno Unito in contrasto con gli errori percepiti nelle proposte USA. Fuori dall'audizione, Stand With Crypto UK ha riportato circa 250.000 sostenitori e circa 70.000 firme in petizioni, segnalando pressioni dell'industria e attività di lobbying in vista della legislazione. Per i trader: aspettatevi un aumento della sorveglianza regolatoria sulle stablecoin, possibili regole più severe per l'emissione e per KYC/AML, e un dibattito politico prolungato che potrebbe alimentare la volatilità nei mercati legati alle stablecoin e nei derivati dove l'incertezza regolatoria influisce su liquidità e rischio di controparte.
Neutral
Le audizioni e le testimonianze indicano probabilmente un inasprimento della regolamentazione piuttosto che uno shock immediato per il mercato. Le critiche al GENIUS Act statunitense e le richieste di regole più stringenti su emissione, collaterale, liquidità e AML/KYC aumentano la probabilità di future restrizioni sull’emissione di stablecoin da parte di soggetti non bancari e di un rispetto normativo più severo per emittenti e utenti. Per i trader ciò implica volatilità a breve termine nei mercati delle stablecoin man mano che si prezzano gli esiti politici e procede il lobbying, ma non una svalutazione generalizzata delle stablecoin. Le stablecoin ben collateralizzate e regolamentate (o alternative emesse da banche) potrebbero mostrare una forza relativa, mentre le stablecoin non regolamentate o che generano rendimento potrebbero subire pressioni, maggiori costi di conformità o utilizzo limitato nei mercati regolamentati. Sul lungo periodo, regole più chiare potrebbero ridurre il rischio di controparte e migliorare la fiducia nel mercato, il che è costruttivo per l’utilità delle stablecoin; l’impatto a breve termine è guidato dall’incertezza ed è misto. Complessivamente l’equilibrio degli effetti è neutro: un maggiore scrutinio aumenta i rischi e la volatilità transitoria, ma potrebbe anche rafforzare il settore se la regolamentazione crea percorsi più chiari garantiti dalle banche.