Standard Chartered amplia la ricerca sulla DeFi a sette progetti
Standard Chartered ha ampliato la propria ricerca istituzionale sulla DeFi oltre Bitcoin ed Ethereum, avviando la copertura di sette protocolli e progetti infrastrutturali onchain dalla metà di giugno 2026: Uniswap, Aave, Morpho, Chainlink, Sky, Arbitrum ed Ethena. I suoi modelli valutano i ricavi dei protocolli, l’utilizzo, l’economia dei token, la diluizione, la governance e la valutazione. Questa copertura segnala un crescente interesse istituzionale per l’analisi della DeFi come insieme di singole attività onchain, ma non significa che la banca o i suoi clienti stiano acquistando i token.
Ethena è l’aggiunta più recente. Secondo quanto riferito, Standard Chartered prevede un potenziale rialzo di oltre il 600% per ENA e stima che l’offerta di USDe possa raggiungere i 40 miliardi di dollari entro il 2028. La banca prevede inoltre che gli asset tokenizzati cresceranno fino a circa 4.000 miliardi di dollari entro la fine del 2028, con una parte dell’attività che potrebbe spostarsi nella DeFi. Si tratta di proiezioni, non di risultati garantiti.
La ricerca integra i servizi di Standard Chartered nel settore degli asset digitali, tra cui custodia, trading, tokenizzazione, gestione delle garanzie e prime brokerage. La copertura resta concentrata su Ethereum: l’articolo cita circa 53,1 miliardi di dollari di valore totale bloccato nella DeFi di Ethereum e 146,6 miliardi in stablecoin, rispetto a 6,5 miliardi e 16,3 miliardi su Solana. Solana ha tuttavia registrato un’attività superiore su diversi indicatori: circa 2,53 miliardi di dollari di volume DEX giornaliero, 2,95 milioni di indirizzi attivi e 6,09 milioni di dollari di ricavi delle applicazioni, contro i 2,25 miliardi di dollari, circa 617.000 indirizzi e 2,2 milioni di dollari di ricavi di Ethereum.
Per i trader, la ricerca di Standard Chartered sulla DeFi potrebbe aumentare la visibilità dei progetti coperti e favorire un esame più approfondito di commissioni, liquidità, acquisizione di valore da parte dei titolari di token, diluizione e governance. Il confronto con Solana evidenzia inoltre una discrepanza tra la copertura della ricerca istituzionale e l’attività onchain; un’analisi più ampia a livello di protocollo permetterebbe di capire se la copertura si estenderà. Gli obiettivi di prezzo e l’attenzione della ricerca, da soli, non sono segnali d’acquisto affidabili.
Neutral
Nel complesso, la notizia è neutrale per i prezzi delle criptovalute menzionate. Nel breve termine, la copertura da parte di una grande banca può attirare l’attenzione sui sette progetti citati e sostenere il sentiment, soprattutto intorno a ENA, viste le previsioni di rialzo riportate. Tuttavia, la copertura di ricerca non equivale a un acquisto dichiarato e gli obiettivi di prezzo non sono garanzie; i trader potrebbero rapidamente smettere di considerarli se l’adozione, la liquidità o l’andamento dei token non confermassero la tesi.
Nel lungo termine, l’analisi istituzionale potrebbe aiutare gli investitori a confrontare i ricavi dei protocolli, il loro utilizzo, la diluizione e la governance, favorendo potenzialmente i progetti che dimostrano una capacità duratura di catturare valore. Allo stesso tempo, la copertura di Standard Chartered, fortemente incentrata su Ethereum, non colma di per sé il divario tra l’attenzione della ricerca e le metriche di attività citate per Solana. La direzione del mercato dipenderà più dai fondamentali dei protocolli, dalla propensione generale al rischio e dagli effettivi flussi di capitale che dal solo annuncio. Poiché questa novità offre una potenziale maggiore visibilità senza prove di acquisti diretti o di cambiamenti nei fondamentali, la classificazione neutrale è la più appropriata.