Gli USA mantengono il blocco dei porti iraniani nonostante l'affermazione di Trump di averlo revocato; calano le probabilità di normalizzazione del traffico nello Stretto

Il blocco statunitense dei porti iraniani rimane in vigore nonostante l'affermazione dell'ex presidente Donald Trump secondo cui sarebbe stato revocato. Il CENTCOM applica la misura, limitando il traffico marittimo da e verso i porti iraniani consentendo però il transito attraverso lo Stretto di Hormuz verso destinazioni non iraniane. I mercati di previsione ora prezzano una normalizzazione a breve termine peggiore. Il contratto “Il traffico nello Stretto di Hormuz ritorna alla normalità entro il 31 luglio” mostra YES al 56,5% (in calo dal 58%), suggerendo solo probabilità moderate di ripresa entro fine luglio. Una scommessa di normalizzazione a breve termine per “entro il 31 maggio” è quotata a solo 0,4% YES, implicando scarse aspettative di miglioramento prima della fine di maggio. I trader possono interpretare questo come una persistenza della tensione militare USA–Iran piuttosto che come una svolta diplomatica. Occorre osservare eventuali aggiornamenti formali del CENTCOM sullo stato dell'applicazione, oltre a dichiarazioni di funzionari iraniani e organizzazioni marittime internazionali. Qualsiasi cambiamento nella postura militare o la ripresa delle negoziazioni potrebbe rivedere rapidamente i contratti sul traffico nello Stretto di Hormuz e modificare il sentiment di rischio più ampio, che può riverberarsi nelle criptovalute attraverso volatilità e condizioni di liquidità. Parola chiave: la persistenza del blocco USA ai porti iraniani è l'input chiave che guida le minori probabilità di normalizzazione del traffico nel breve termine.
Bearish
Il mantenimento del blocco USA nei porti iraniani aumenta il rischio estremo di shock sui prezzi del petrolio e sul sentiment di rischio. Sebbene questa notizia non riguardi direttamente un asset cripto specifico, la valutazione degli articoli di una bassa probabilità che il traffico nello Stretto di Hormuz si normalizzi entro il 31 maggio (0,4% SÌ) e solo un miglioramento moderato entro il 31 luglio (56,5% SÌ) suggerisce una lunga interruzione e una maggiore tensione geopolitica. Nel breve termine, ciò può sostenere un atteggiamento risk-off e una maggiore volatilità, che tipicamente comprimono la liquidità del mercato e possono mettere pressione al ribasso sui prezzi delle criptovalute. Nel lungo termine, a meno che non cambi l'applicazione del blocco o non riprendano i negoziati, i trader potrebbero continuare a richiedere un premio per il rischio per gli asset sensibili alle notizie macro e geopolitiche. In generale, la conclusione combinata di entrambi i riepiloghi è la prosecuzione delle tensioni militari tra USA e Iran e minori probabilità di normalizzazione nel breve periodo: condizioni che probabilmente peseranno sul sentiment cripto più che favorire un rally sostenuto.