Le carte in stablecoin di Stripe arriveranno in oltre 100 Paesi
Stripe ha lanciato a marzo il suo programma di carte basate su stablecoin con Visa, inizialmente in 18 Paesi, soprattutto in America Latina. Ora l’azienda prevede di estendere il programma a oltre 100 Paesi entro la fine del 2026.
Le carte possono essere utilizzate presso oltre 175 milioni di esercizi commerciali che accettano Visa. L’acquisizione di Bridge da parte di Stripe, valutata 1,1 miliardi di dollari, fornisce infrastrutture per le stablecoin, mentre Privy supporta i servizi relativi a wallet e blockchain. Stripe afferma di aver elaborato oltre 400 milioni di carte dal 2018. Tra gli utenti attuali delle carte basate su stablecoin figurano Kraken e Ramp.
La spesa con carte basate su stablecoin ha raggiunto circa 1,2 miliardi di dollari a settembre 2026, quasi il triplo rispetto all’anno precedente. Il mercato più ampio del dollaro digitale ha superato i 300 miliardi di dollari. Stripe intende restare agnostica rispetto alle stablecoin e alle blockchain, esplorando al contempo depositi tokenizzati, finanza decentralizzata e ulteriori asset digitali. Henri Stern, cofondatore di Privy, supervisiona anche le attività di Stripe relative a stablecoin e criptovalute.
L’espansione delle carte basate su stablecoin potrebbe favorire l’adozione dei pagamenti nel mondo reale e aumentare la domanda di infrastrutture per stablecoin. Tuttavia, il lancio resta un obiettivo e potrebbe dipendere da approvazioni normative, licenze e partnership con banche locali. I trader dovrebbero monitorare i lanci effettivi nei vari Paesi, i volumi di spesa con le carte e i nuovi clienti delle piattaforme di pagamento. È improbabile che la notizia generi un’immediata pressione all’acquisto su Bitcoin o su altri token principali.
Neutral
È probabile che l’impatto immediato sul prezzo sia neutrale. L’espansione di Stripe riguarda principalmente i pagamenti e lo sviluppo di infrastrutture, più che l’acquisto diretto di Bitcoin o di un’altra criptovaluta importante. La spesa con carte collegate a stablecoin è cresciuta notevolmente, ma il volume dichiarato rimane ridotto rispetto al mercato globale delle carte e non si traduce necessariamente in una domanda di asset crypto volatili.
Nel breve periodo, i trader potrebbero reagire positivamente a una maggiore adozione delle stablecoin, in particolare per i progetti legati ai pagamenti, agli exchange e alle infrastrutture. Tuttavia, il programma è ancora un obiettivo e non un lancio globale completato. Le approvazioni normative, le licenze e le partnership bancarie potrebbero ritardarne l’attuazione, limitando l’impatto sul mercato nel breve termine.
Nel lungo periodo, un uso più ampio delle stablecoin potrebbe migliorare la liquidità del mercato crypto, sostenere l’adozione del dollaro digitale e rafforzare l’infrastruttura dei pagamenti del settore. L’approccio di Stripe, agnostico rispetto alle stablecoin, potrebbe inoltre favorire più reti anziché un singolo token. Ciononostante, le reazioni storiche alle principali partnership nel settore dei pagamenti suggeriscono che gli annunci infrastrutturali producono spesso movimenti di prezzo limitati e temporanei, a meno che non siano seguiti da una crescita misurabile delle transazioni. Gli indicatori più importanti saranno il numero di Paesi in cui il servizio verrà lanciato, la spesa con carte collegate a stablecoin e la partecipazione delle principali piattaforme di pagamento.