Le società con riserve di bitcoin affrontano costi di finanziamento in aumento
Strive, società che detiene Bitcoin in tesoreria, ha raccolto 630 milioni di dollari tramite un’offerta di azioni privilegiate, circa il 25% in più rispetto all’obiettivo iniziale. Le azioni prevedono un dividendo nominale del 15% e il prezzo di emissione scontato porta il rendimento effettivo a quasi il 17%: circa 1.300 punti base in più rispetto al rendimento, pari a circa il 4,2%, dei Treasury statunitensi a un anno. L’operazione evidenzia l’aumento dei costi di finanziamento per le società che detengono Bitcoin in tesoreria e cercano capitali per acquistare altri BTC. L’offerta di azioni privilegiate STRC di Strategy, con un rendimento del 12%, è ferma da quando il prezzo delle azioni è sceso a giugno; la società sta invece ricorrendo a vendite di azioni ordinarie sul mercato per finanziare gli acquisti di Bitcoin, diluendo gli azionisti esistenti. Il passaggio dal debito convertibile a cedola zero a finanziamenti ad alto rendimento aumenta i costi del modello di tesoreria. Se i guadagni di Bitcoin nel lungo periodo non supereranno tali costi, la pressione sui flussi di cassa e sui bilanci delle società potrebbe intensificarsi, limitando potenzialmente gli acquisti futuri.
Neutral
La notizia riguarda soprattutto i costi di finanziamento e la diluizione degli azionisti per le società che detengono Bitcoin in tesoreria, non un cambiamento nei fondamentali della rete Bitcoin né nell’offerta immediata. Nel breve termine, la raccolta di fondi di Strive, superiore alle attese, fornisce capitale che potrebbe sostenere ulteriori acquisti di BTC, mentre le continue vendite di azioni ordinarie da parte di Strategy mantengono anche una potenziale fonte di domanda d’acquisto. Questi fattori compensano il segnale negativo derivante dall’aumento dei costi di finanziamento. Nel lungo termine, dividendi sulle azioni privilegiate prossimi al 17% e una maggiore dipendenza da emissioni azionarie diluitive potrebbero rendere meno attraente la strategia di tesoreria, qualora l’apprezzamento di Bitcoin non fosse sufficiente a coprire tali costi. Le società potrebbero quindi rallentare gli acquisti o subire pressioni per gestire i propri bilanci, riducendo una fonte di domanda istituzionale. Tuttavia, i riepiloghi non segnalano vendite forzate di Bitcoin né un cambiamento diretto delle condizioni sul mercato spot; l’effetto su BTC è quindi incerto e va valutato come neutrale.