La crescita delle criptovalute nell’Africa subsahariana raggiunge i 101 miliardi di dollari, trainata dal Sudafrica
Tra luglio 2025 e giugno 2026, l’economia delle criptovalute dell’Africa subsahariana è cresciuta del 13,4%, raggiungendo i 101 miliardi di dollari e diventando la regione con la crescita più rapida al mondo, secondo Chainalysis. Il mercato cripto dell’Africa subsahariana è alimentato dalla domanda concreta di rimesse, pagamenti commerciali transfrontalieri e accesso a valore in valuta estera.
L’attività cripto del Sudafrica è aumentata del 52%, arrivando a 39,3 miliardi di dollari, mentre la Nigeria ha registrato 38,1 miliardi, in calo del 3%. Insieme, i due Paesi hanno rappresentato oltre tre quarti dell’attività regionale. Il Ghana è cresciuto dell’80%, raggiungendo i 5,1 miliardi di dollari, mentre il Senegal ha registrato un’impennata del 215%, arrivando a 2,3 miliardi.
Le stablecoin si stanno affermando come strumenti di pagamento e risparmio. Il valore delle stablecoin ricevute tramite canali peer-to-peer è aumentato di oltre sei volte, passando da 2,3 miliardi di dollari nel 2022 a 14,6 miliardi nel 2026. I wallet personali hanno rappresentato il 32,3% del valore cripto ricevuto nella regione, la quota più alta al mondo. I corridoi di pagamento cripto intraregionali sono quasi raddoppiati, arrivando a 152, mentre il volume delle transazioni è più che triplicato, raggiungendo 116,5 milioni di dollari.
Il rapporto evidenzia anche le differenze tra i mercati locali: in Sudafrica sono aumentati i pagamenti di tipo commerciale e il Paese si sta affermando come hub cripto regionale, mentre in Nigeria si sono espansi gli exchange nazionali e il bitcoin è rimasto rilevante nei trasferimenti peer-to-peer di importo ridotto. Secondo Chainalysis, la chiarezza normativa e l’integrazione con le banche e i sistemi di pagamento esistenti saranno fondamentali per sostenere la crescita delle criptovalute nell’Africa subsahariana.
Neutral
Il rapporto è positivo per l’adozione delle criptovalute nell’Africa subsahariana, ma è probabile che il suo effetto diretto sui prezzi globali dei token sia limitato. La crescita regionale del 13,4%, fino a 101 miliardi di dollari, la rapida espansione dei trasferimenti di stablecoin e l’ampliamento dei corridoi di pagamento per le imprese indicano un maggiore utilizzo nel mondo reale. Queste tendenze possono sostenere nel lungo periodo la domanda di infrastrutture crypto, servizi di stablecoin, exchange locali e fornitori di pagamenti. La crescita del 52% in Sudafrica e l’espansione del settore degli exchange nazionali in Nigeria sono segnali significativi dello sviluppo del mercato.
Tuttavia, i dati descrivono l’attività di transazione in un’intera regione, non un aumento diretto della domanda di investimento per uno specifico token. Gran parte dell’utilità riportata riguarda stablecoin e pagamenti, e non si traduce necessariamente in pressione d’acquisto su Bitcoin o altri asset volatili. Le differenze tra i paesi — tra cui il calo del 3% in Nigeria e la flessione dell’8% in Etiopia — mostrano inoltre che la crescita è disomogenea. L’incertezza normativa, le possibili restrizioni ai trasferimenti transfrontalieri e i costi di conformità potrebbero rallentare l’adozione o modificare i percorsi delle transazioni.
Nel breve termine, i trader potrebbero considerare i risultati una narrazione moderatamente positiva per l’adozione delle criptovalute, soprattutto per le aziende legate a stablecoin e pagamenti, ma difficilmente saranno sufficienti a prevalere sui principali fattori che determinano i prezzi, come i dati macroeconomici, la liquidità, i flussi degli ETF o il più ampio clima di propensione al rischio. Rapporti analoghi sulla crescente diffusione delle criptovalute nei mercati emergenti hanno generalmente rafforzato la tesi dell’adozione a lungo termine, senza tuttavia innescare in modo affidabile rialzi immediati dell’intero mercato. Nel lungo periodo, regole più chiare e l’integrazione con le banche potrebbero favorire un uso regionale più stabile; politiche restrittive o infrastrutture carenti potrebbero limitarne il potenziale. Il segnale complessivo per il mercato è quindi neutrale.