La Banca centrale di Taiwan segnala i rischi legati al finanziamento dei data center per l’IA

La banca centrale di Taiwan ha avvertito che i rischi legati al finanziamento dei centri dati per l’IA stanno crescendo, mentre i fornitori di servizi cloud ampliano gli investimenti. I progetti devono fare i conti con problemi di approvvigionamento elettrico e di attrezzature, l’opposizione delle comunità locali e i ritardi nelle autorizzazioni, mentre le società cloud più giovani e gli sviluppatori di centri dati ricorrono sempre più al credito privato, ai finanziamenti garantiti da attività e a società veicolo (SPV). Ciò aumenta la leva finanziaria e rende più complesse le strutture di finanziamento. La banca ha indicato che Alphabet, Amazon, Microsoft e Meta hanno impegni fuori bilancio per circa 2.424 miliardi di dollari, pari a circa quattro volte il totale dei loro debiti a lungo termine e delle passività per leasing iscritti in bilancio, che ammontano a 604 miliardi di dollari. Ha inoltre avvertito che la vita economica delle GPU potrebbe essere più breve dei termini di finanziamento, compresi tra 5 e 15 anni, utilizzati per alcuni asset dei centri dati, creando una discrepanza tra le scadenze. Se i rendimenti degli investimenti nell’IA dovessero deludere, la diminuzione del valore degli asset e le insolvenze potrebbero propagarsi attraverso il credito privato e raggiungere potenzialmente le banche, aumentando la volatilità dei mercati e frenando gli investimenti. La questione è importante per Taiwan: si prevede che esportazioni e investimenti contribuiranno per il 75,6% alla crescita economica prevista dell’11,48% quest’anno, esponendo il settore tecnologico del Paese a eventuali tagli alla spesa in conto capitale dei fornitori cloud.
Bearish
L’avvertimento è ribassista per la propensione al rischio, anche se il suo effetto diretto sui mercati delle criptovalute è limitato. La preoccupazione principale è che la spesa per i data center dedicati all’IA sia sempre più sostenuta dalla leva finanziaria, dal credito privato e da impegni fuori bilancio. Se i ricavi attesi dall’IA non dovessero concretizzarsi, la rivalutazione degli attivi e le insolvenze potrebbero propagarsi tra i finanziatori non bancari e potenzialmente raggiungere il sistema bancario. Questa prospettiva potrebbe indurre gli operatori a ridurre l’esposizione agli attivi volatili, comprese le criptovalute, soprattutto in caso di ribassi dei titoli tecnologici e dei mercati del rischio in generale. Nel breve termine, è improbabile che il rapporto, da solo, provochi un movimento significativo del mercato cripto in assenza di cambiamenti nelle condizioni del credito, nei tassi o nella liquidità del mercato. Gli operatori potrebbero invece seguire le azioni legate all’IA, gli spread creditizi, le condizioni di finanziamento e la correlazione del bitcoin con i titoli tecnologici. In passato, timori analoghi riguardo a boom degli investimenti fortemente indebitati hanno pesato sul sentiment di rischio quando accompagnati da segnali di rallentamento degli utili o di irrigidimento delle condizioni di finanziamento; i soli avvertimenti hanno spesso avuto un impatto più limitato. Nel lungo termine, un rallentamento degli investimenti in conto capitale dei fornitori di servizi cloud potrebbe mettere sotto pressione il settore tecnologico taiwanese orientato all’esportazione e indebolire le prospettive di crescita globale. Un evento creditizio più ampio potrebbe inoltre ridurre la liquidità e aumentare la volatilità sui mercati cripto. Al contrario, una domanda sostenuta di IA, una forte generazione di cassa e insolvenze contenute limiterebbero il contagio e potrebbero ripristinare la propensione al rischio. La visione ribassista è quindi un invito alla cautela per i potenziali effetti finanziari a catena, non una previsione di un’immediata flessione del mercato cripto.